giovedì 17 settembre 2009

Gli strani incarichi dell'Osservatorio Politiche Sociali regione Marche

In consiglio regionale nella seduta di martedì 15 settembre è stata inserita all'ordine del giorno l'interrogazione n. 1223 “Conferimento incarichi di collaborazione a soggetti esterni presso l’osservatorio regionale politiche sociali, ARS”.

La situazione all'interno dell'Osservatorio regionale politiche sociali dell'Ars sembra essere un pò complicata e di sicuro non sufficientemente chiara. Qual è il problema? Per prima cosa si nota che l'agenzia regionale Sanitaria, ARS, organismo che la Giunta Regionale aveva promesso di dismettere soprattutto dopo l'avvio dell'Asur e del nuovo sistema organizzativo sanitario, per esigenze di razionalizzazione, continua a stipulare contratti di collaborazione cococo o di consulenza, e a indire concorsi all'interno della struttura così come all'interno di altre strutture tecniche facenti capo all'Ars, ad esempio l'Osservatorio regionale Politiche Sociali.


Soffermiamoci al momento sull'Osservatorio Politiche Sociali Regione Marche. Viene fuori che in questa struttura esistono ben 3 figure dirigenziali, nel caso specifico un Coordinatore tecnico esterno, un Responsabile interno appartenente al Servizio Politiche Sociali e un Dirigente esterno (chiamato a svolgere funzione fino all'espletamento di concorso), per svolgere pressochè la medesima funzione. Di questi 3 incarichi, 2 risultano appunto esterni di consulenza e costano all'Ars 140.000 euro annui. Per uno di loro, che ha visto rinnovarsi il contratto semestralmente dall'anno 2007, si apre poi la possibilità di un concorso di dirigente a tempo indeterminato indetto dall'Ars. A questo punto luci e ombre rivestono la vicenda del concorso all'Ars: la stessa persona che aveva ottenuto il contratto di cococo si trova SOLA e UNICA PARTECIPANTE a svolgere le prove d'esame del concorso: quale la pubblicità del bando? Quali i requisiti per essere ammessi a partecipare al concorso? Perchè la commissione d'esame è stata composta da tutti membri interni e addirittura dalle stesse persone che con la figura co.co.co di Dirigente esterno dell'Osservatorio avevano avuto RAPPORTI DI LAVORO DIRETTO?


Ora sarà la magistratura a fare chiarezza, visto che sull'intera vicenda pende un esposto alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Ancona presentata da consiglieri di minoranza.

Di seguito l'intervento dell'ass. alla Sanità Almerino Mezzolani che in merito alla questione ha fornito risposte in sede assembleare, e la replica del consigliere Capogruppo Fabio Pistarelli:

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1223 dei Consiglieri Pistarelli, Romagnoli, Castelli, D’Anna, Silvetti. Per la Giunta risponde l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In merito all’interrogazione, sulla base dei quesiti posti è stata chiesta una nota al Direttore generale dell’Agenzia regionale sanitaria, che rispetto ai sette quesiti posti risponde come segue.

Quesito 1
Allo stato attuale presso l'Osservatorio regionale politiche sociali risulta inquadrato un dirigente esperto di integrazione socio sanitaria come previsto dalla dotazione organica dell'ARS approvata con d.g.r.m. n. 183/2007, assunto previo concorso pubblico per titoli ed esami ed in servizio a decorrere dal 22 settembre 2008. Tale figura costituisce l'unico dirigente presente nell'area e collabora inoltre con il direttore generale per le attività inerenti alla cabina di regia per l'integrazione socio sanitaria (d.g.r.m. n. 720/2007).
In precedenza a partire dal 2003 l'Osservatorio aveva avuto una figura di coordinamento sempre con incarico di co.co.co., ma tale incarico, conferito per l'ultima volta nel 2007, è scaduto il 31 dicembre 2008.
La terza figura individuata dall'interrogazione in argomento non riveste alcun ruolo di responsabilità nella direzione, gestione o qualunque altra forma di organizzazione dell'Osservatorio, essendo semplicemente responsabile dei rapporti del Servizio politiche sociali con l'Osservatorio, nell'ambito delle attribuzioni della Posizione di Funzione che ricopre, denominata Programmazione sociale ed integrazione socio sanitaria.
Quesito 2
L'attuale assetto dell'organico dell'area dell'integrazione socio sanitaria presenta una carenza per quel che riguarda una figura dirigenziale che sovraintenda all'attività di progettazione, implementazione, monitoraggio dei sistemi informativi attinenti alla prassi dell'integrazione socio sanitaria nel territorio regionale. È quindi intenzione della direzione dell'ARS e della Regione Marche modificare la dotazione organica, prevedendo una figura dirigenziale, in sostituzione di un altro profilo dirigenziale già esistente e attualmente non ricoperto che sovraintenda alle descritte attività relativamente ai servizi informativi dell'area socio sanitaria.
Quesito 3
Con la d.g.r.m. n. 1568/2007 la Giunta Regionale ha autorizzato il Direttore generale a prorogare l'incarico di collaborazione coordinata e continuativa di cui tratta l'interrogazione in espressa deroga alla d.g.r.m. n. 74/2007 per il fatto che il soggetto a cui era stato affidato l'incarico era impegnato nel gruppo di coordinamento della cabina di regia per l'integrazione socio sanitaria istituita con d.g.r.m. n. 720/2007 e coordinava altresì tre gruppi di progetto della cabina di regia medesima; inoltre si era appena bandito il concorso per un dirigente dell'ARS per lo svolgimento degli stessi compiti svolti dalla persona incaricata. Le motivazioni di cui sopra, tutte naturalmente esplicitate nel documento istruttorio della d.g.r.m. n. 1568/2007 sopra citata hanno fatto ritenere opportuno prorogare il contratto di co.co.co. fino all'espletamento del concorso stesso. L'istituto della proroga ha interessato solo l'incarico in parola ed è stato escluso per altri incarichi attivati all'interno delle diverse strutture dell'ARS.
Quesito 4
L'elenco di collaboratori co.co.co. dell'ARS è stato prodotto dalla Direzione Generale ogni volta che persone aventi titolo ne abbiano fatto richiesta, nonché in tutti i casi in cui risulti necessario ai fini dell'approvazione di atti del Direttore dell'ARS o della Giunta. In esito allo specifico quesito di cui al punto 4 dell'interrogazione si chiarisce che l'incarico di co.co.co. di dirigente dell'Osservatorio politiche sociali in questione non compare nell'elenco che costituisce parte integrante della d.g.r.m. n. 1525/2006, con la quale si autorizzava il Direttore generale a stipulare i relativi contratti per l'anno 2007, poiché esso risulta affidato con successivo atto e cioè con d.g.r.m. n. 562/2007.
Quesito 5
Si fa innanzitutto presente che la normativa vigente in materia non esclude la possibilità di nomina di componenti delle Commissioni esaminatrici in selezioni o concorsi regionali appartenenti alla medesima amministrazione. Ciò premesso va 'chiarito che la Commissione per la selezione per l'incarico di co.co.co. risulta essere composta dal Direttore Generale dell'ARS, da un dirigente del Servizio Politiche sociali della Regione e da un collaboratore dell'ARS attivo nel Centro regionale di documentazione e analisi infanzia, adolescenza e giovani; il Direttore dell'ARS si è avvalso dunque di due esperti del settore come da corretta prassi.
In occasione del concorso per titoli ed esami per l'incarico di dirigente dell'Osservatorio regionale politiche sociali la Commissione esaminatrice era composta dal Direttore generale dell'ARS, da una dirigente sociologa dell'ASUR. In questo secondo caso pertanto la Commissione non era composta quindi solo da membri interni della Regione Marche.
Quesito 6
I requisiti richiesti per l'incarico di collaborazione coordinata e continuativa risultano riportati nel bando di selezione allegato alla determina n. 31/2007 del Direttore dell'ARS a cui si rimanda. Analogamente i requisiti richiesti per la ammissione alle prove di concorso per la copertura del posto di dirigente dell'Osservatorio regionale politiche sociali risultano riportati nel relativo bando allegato alla determina di indizione n. 42/2008 del Direttore dell'ARS a cui si rimanda.
All'avviso di selezione pubblica al bando di concorso per titoli ed esami è stata data la pubblicità prevista dalla legge, ovvero la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Marche, inoltre il bando di concorso è stato inserito sul sito dell'ARS.
Quesito 7
In esito al quesito va doverosamente precisato che mentre alla selezione per l'incarico di co.co.co. ha partecipato un unico candidato, al concorso per titoli ed esami per un posto da dirigente a tempo indeterminato hanno presentato domanda sette concorrenti, quattro dei quali sono stati ammessi alle prove di selezione, risultando gli altri tre esclusi per carenza di requisiti o irregolarità delle domande di ammissione; alle prove risulta essersi presentato un solo candidato.
In considerazione di quanto sopra riportato in ordine alle modalità di selezione seguite dall'Amministrazione non si è ritenuto potessero sussistere validi motivi ai fini della invalidazione delle procedure di selezione e di concorso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Pistarelli.

Fabio PISTARELLI. Che strano caso questo, Assessore, l’aveva seguito? Penso di sì, ma secondo me fino a un certo punto, perché la questione dell’ARS preoccupa un po’ tutti. Nel senso che qualche volta è l’opposizione che fa la sua parte di controllo, mentre qualche altra volta è la stessa maggioranza che interroga se stessa: “che sta succedendo all’Agenzia regionale sanitaria?”
Non è lontanissima la querelle sulla questione del responsabile, il dott. Belligoni, e anche il precedente – come mi ricorda la collega Romagnoli che parlerà dopo di me – ha avuto questioni che lo hanno coinvolto per quanto riguarda il suo incarico.
Per cui l’ARS è un oggetto un po’ misterioso.
L’Assessore Rocchi, ad esempio, ha avuto l’onestà intellettuale di intervenire sulla questione, però non so che fine abbia avuto, che componimento abbia avuto. Comunque mi pare che il dott. Belligoni sia rimasto ancora lì e contestualmente sia incaricato di importanti deleghe nel Comune di Ancona. Vero collega Bugaro? Il collega Bugaro che è anche Consigliere del Comune di Ancona può certo raccontare di questioni del dott. Belligoni.
Oggi però non voglio parlare di questo, ma di una figura oggetto dell’interrogazione. Una figura che, guarda caso, prima è chiamata come collaboratore e poi magicamente assunta con un concorso, nel frattempo indetto dalla Regione Marche, che ha visto solo lui partecipare. Strano è! C’è stata una combinazione così favorevole di questioni che veramente sorprende. Ci ha sorpreso al punto tale che abbiamo fatto sulla questione un’interrogazione.
Una persona chiamata fiduciariamente – perché i co.co.co sono incarichi fiduciari, non vengono dati dopo una selezione – lavora per un certo periodo lì, ma guarda caso prima della fine di quel periodo c’è il concorso, ma solo lui partecipa! E’ un concorso dirigenziale. Quindi, stranissimo! Anche ai concorsi di un Comune come Fiordimonte che ha 300 abitanti di solito si vede una partecipazione di qualche decina di partecipanti, se non qualche centinaia o migliaia. Di solito anche i Comuni più piccoli ai concorsi dirigenziali qualche decina di domande ce le hanno, non parliamo di altre figure intermedie che vedono veramente centinaia di domande di partecipazione. Qui solo una!
Altro caso strano è che la commissione è tutta interna, cioè sono tutti funzionari o dirigenti che addirittura erano stati in rapporto di lavoro diretto con il fortunato.
Assessore, so che avete cose più importanti da fare, però queste sono forse cose che riguardano anche un certo modo di fare politica, qui tutti parliamo di trasparenza, di etica, ecc.., quindi vorrei che anche su questo si parlasse più chiaramente oltre il burocratese.
Qui l’Assessore risponde dicendo che la questione è stata fatta con delibere precise, lui era impegnato prima nella cabina di regia delle politiche sociali, ecco perché, dice, abbiamo prorogato ulteriormente incarichi - guarda caso fino al concorso -, la delibera 562 reinserisce nell’elenco, perciò fa vedere che tra i co.co.co c’era anche questa persona, non è escluso dalla legge che tutti i membri della commissione siano interni e la pubblicazione è stata fatta nel BUR.
Assessore, chiedo solo: la presentazione delle domande per il concorso a tempo indeterminato ha scadenza il giorno 21 giugno, arriva una sola domanda, ed il 22 giugno c’è la prova d’esame. 21 giugno scade la domanda e questo la deposita, poi il 22 giugno fa l’esame! Forse non è solo un sospetto! Forse c’è qualche cos’altro!
Quindi per sgomberare il campo da queste cose le risposte o sono politiche quindi le possiamo comprendere, oppure se sono tecniche qualche tecnico dovrà pur vedere quello che è avvenuto. Se è la legge nella sua sostanzialità allora ci deve essere qualcun altro a verificare, se sono politiche che lo si spieghi e non si facciano questi concorsi fantasma.


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mercoledì 9 settembre 2009

Diffondiamo gli spot di Annozero in onda dal 24 Settembre


Sul Corriere della Sera è apparso ieri un articolo di una lettera che Michele Santoro ha inviato ai Dirigenti Rai per l'ennesimo ostacolo/ostracismo che la trasmissione sta vivendo: "A due settimane dalla partenza di Annozero nessuno dei contratti dei collaboratori del programma è stato ancora firmato compreso quello di Marco Travaglio". Inoltre, nonostante la trasmissione riprenda su Rai Due il 24 settembre, nessuno spot sulla "ripartenza di AnnoZero" è andato ancora in onda sulle reti Rai.

Sul sito di Annozero si legge quanto segue:
mercoledì 9 settembre diffondi i nostri spot
Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d'inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.
NB: gli spot sono anche su Youtube.
VEDI:
Lo spot con Vauro
Lo spot con Vauro e Travaglio
.
E questo l'articolo apparso ieri 8 settembre sul Corriere della Sera on-line:
La lettera al direttore generale della Rai e al direttore di Raidue
Santoro lancia l'allarme: «Si ostacola Annozero»
«A due settimane dall'inizio nessun contratto firmato» Liofredi: «Inviati a strutture competenti per valutazione»
MILANO - A due settimane dalle partenza di Annozero nessuno dei contratti dei collaboratori del programma è stato ancora firmato compreso quello di Marco Travaglio: lo dice Michele Santoro in una lettera indirizzata al direttore generale della Rai Mauro Masi e al direttore di Raidue Massimo Liofredi. Il giornalista sottolinea anche che non sono stati diffusi gli spot che annunciano la ripartenza di Annozero che è prevista per il 24 settembre. Santoro, in chiusura della missiva, comunica alla dirigenza che «non intende rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono».
LA DENUNCIA - Il conduttore di Annozero denuncia che «una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici; perché questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’Azienda e le sue finalità produttive». «Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto - sottolinea Santoro - la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile del mercato. Voi stessi mi avete comunicato (quasi come un ordine) la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario. A prescindere dalla discutibile decisione, ciò conferma che siamo una delle pochissime trasmissioni della Rai (credo si contino su una sola mano) che con le entrate degli spot supera abbondantemente i costi del programma. La nostra media del 16,70 per cento di share supera di sei punti la media di rete per 34 prime serate; un’eventuale soppressione del programma aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione, arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro».
INDISCREZIONI - «Dal momento che giornali e agenzie vicini al presidente del Consiglio - rileva il presentatore della trasmissione di Annozero - continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano ma che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al presidente della Rai e ai consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali i costi che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite». «Vi comunico quindi - conclude Santoro - che io non intendo rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono; e, nell’interesse dell’azienda, mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio), da noi predisposti più di due mesi fa, prima che Annozero fosse presentato a Milano agli investitori pubblicitari come un punto di forza del palinsesto autunnale. In questo modo potremo finalmente lavorare serenamente».
LIOFREDI - Il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, ha risposto alla lettera di Santoro: «Raidue ha inoltrato alle strutture competenti tutte le richieste di contratto inviate dalla tua redazione a eccezione di due: una, perché trattandosi di nuova utilizzazione stiamo approfondendo il curriculum; l'altra per gli approfondimenti di competenza della direzione generale». Secondo indiscrezioni, il contratto da approfondire da parte della direzione generale sarebbe quello di Marco Travaglio, mentre quello che merita un approfondimento del curriculum sarebbe la sostituta di Margherita Granbassi.

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martedì 8 settembre 2009

Accordo Regione Marche/Chiesa: sacerdoti anziani non autosufficienti

E' del 3 agosto 2009 la delibera di giunta regionale n. 1254 avente ad oggetto: Approvazione dello schema di accordo per l´assistenza ai sacerdoti anziani tra la Regione Marche e la Regione Ecclesiastica Marche.
Il dato, importante, è che la Regione Marche ha deciso di siglare un accordo con la Conferenza Episcopale Marchigiana per assistere i prelati non autosufficienti. “Nel percorso di potenziamento e qualificazione dell’assistenza residenziale e domiciliare della Regione - afferma il presidente Spacca - si inserisce anche questo progetto sperimentale condiviso con la Cem: esso offre risposte appropriate a una particolare categoria di non autosufficienti, i sacerdoti anziani, promuovendo e garantendo l’assistenza nelle stesse comunità dove sono vissuti, salvaguardando così i legami costruiti nel tempo”.
In sostanza? In sostanza la Regione Marche approva lo schema di accordo con la Regione Ecclesiastica Marche per l'assistenza AI SACERDOTI ANZIANI, “in soldoni” stanzia annualmente 600.000 euro per tale fondo di assistenza, ma soprattutto individua nell'INRCA L'ENTE GESTORE E REFERENTE ISTITUZIONALE DEI CONTENUTI DELL'ACCORDO che avrà il compito di costituire inoltre il gruppo di progettazione a valenza diocesana formato dal Direttore Generale dell'Inrca (o suo delegato), dall'Ordinario Diocesano (o suo delegato), dal Responsabile dell'Osservatorio Giuridico Legislativo della Conferenza Episcopale Marchigiana (o suo delegato). La stessa INRCA a cui solo 20 giorni prima la Giunta aveva approvato un bilancio d'esercizio "difettoso incoerente e impreciso rispetto alle normative regionali.
"E' la prima volta in Italia che viene sottoscritto un accordo del genere", ha dichiarato il presidente del Comitato di Indirizzo Inrca (che gestirà l'erogazione dei servizi) don Vinicio Albanesi. "Non è un caso che questa idea sia nata proprio nelle Marche. Il provvedimento scaturisce dal nostro equilibrio di terra dialogante"[...]. Anche secondo voi non è un caso che questa idea sia nata proprio nelle Marche?
Non si contesta nel merito il fondo di 600.000 euro stanziato per gli anziani sacerdoti non autosufficienti, ma ci si chiede: e gli anziani non sacerdoti come vivono realmente nelle Marche? Quanti fondi vengono stanziati agli istituti di riposo della nostra Regione? Quali le condizioni di queste strutture? Le assistenze domiciliari funzionano? Perchè la gestione viene affidata all'Inrca, attraverso quali procedure di selezione? E soprattutto perchè la presidenza della stessa Inrca è ancora in mano a un sacerdote? E la sinistra dov'è? Come al solito tace. O meglio sigla accordi...con i preti, proprio come fece l'allora ministra della Salute, Livia Turco, nel dare via libera alla nomina di don Vinicio Albanesi per la presidenza dell'Inrca.

LEGGI LA DELIBERA N. 1254 DELL'ACCORDO
http://www.norme.marche.it/Delibere/2009/DGR1254_09.pdf


Rassegna Stampa
La firma tra la Cem e Palazzo Raffaello
Per i sacerdoti anziani c’è l’accordo di assistenza

Ancona Il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e il presidente della Conferenza episcopale marchigiana monsignor Luigi Conti hanno sottoscritto un accordo per il sostegno e l’assistenza ai sacerdoti anziani non autosufficienti. “Tutti i nostri anziani - afferma Spacca - meritano di essere ripagati per il grande contributo che hanno offerto alla crescita della nostra regione: nessuno, quindi, può essere lasciato solo. Contrastare la non autosufficienza è impegno prioritario che il Governo regionale sostiene con interventi specifici e diffusi nel territorio”.
“Nel percorso di potenziamento e qualificazione dell’assistenza residenziale e domiciliare della Regione - seguita Spacca - si inserisce anche questo progetto sperimentale condiviso con la Cem: esso offre risposte appropriate a una particolare categoria di non autosufficienti, i sacerdoti anziani, promuovendo e garantendo l’assistenza nelle stesse comunità dove sono vissuti, salvaguardando così i legami costruiti nel tempo”.
“I sacerdoti anziani delle Diocesi marchigiane - dichiara Conti - appartengono a una generazione connotata di grande generosità e dedizione. Sono portatori di memoria e, pertanto, di speranza per la trasmissione delle fede e dei valori che ne derivano per le nuove generazioni. Chiedono solo di non essere sradicati dalle loro comunità”.
fonte: corriere adriatico 2 settembre 2009


Regione e Cei: firmato l'accordo per assistere i sacerdoti anziani
Governo regionale e Regione Ecclesiastica Marche hanno definito uno specifico Accordo per il sostegno e l’assistenza ai sacerdoti anziani non autosufficienti. L’Accordo è stato sottoscritto oggi dal Presidente della Regione, GianMario Spacca, e dal Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, S.E. Mons. Luigi Conti.
Regione e Cei: firmato l'accordo per assistere i sacerdoti anziani Governo regionale e Regione Ecclesiastica Marche hanno definito uno specifico Accordo per il sostegno e l’assistenza ai sacerdoti anziani non autosufficienti.
L’Accordo è stato sottoscritto oggi dal Presidente della Regione, GianMario Spacca, e dal Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, S.E. Mons. Luigi Conti.
“Tutti i nostri anziani - dichiara il Presidente Spacca – meritano di essere ripagati per il grande contributo che hanno offerto alla crescita della nostra regione: nessuno, quindi, può essere lasciato solo. Contrastare la non autosufficienza è impegno prioritario che il Governo regionale sostiene con interventi specifici e diffusi nel territorio.
Nel percorso di potenziamento e qualificazione dell’assistenza residenziale e domiciliare della Regione si inserisce anche questo progetto sperimentale condiviso con la C.E .M.: esso offre risposte appropriate ad una particolare categoria di non autosufficienti, quali i sacerdoti anziani, promuovendo e garantendo l’assistenza nelle stesse comunità dove sono vissuti, salvaguardando così i legami costruiti nel tempo.”
“I sacerdoti anziani delle nostre Diocesi marchigiane – dichiara S.E.Rev.ma mons. Luigi Conti – appartengono ad una generazione connotata di grande generosità e dedizione. Sono portatori di memoria e, pertanto, di speranza per la trasmissione delle fede e dei valori che ne derivano per le nuove generazioni. Hanno speso e, finché possono, continuano a spendere la loro vita per il Popolo di Dio loro affidato. Sono lavoratori infaticabili che non vanno “in pensione” se non quando diventano inabili. Solo in questo caso hanno la grave necessità di fermarsi, di essere assistiti, di ricevere a loro volta qualcosa di quanto hanno dato. Chiedono solo di non essere sradicati dalle loro comunità. Ecco allora il progetto sperimentale pienamente condiviso con la Regione Marche che si è manifestata davvero attenta alla qualità della vita di una particolare categoria di persone. Anche ai sacerdoti si vuol consentire non solo di aggiungere “anni alla vita” ma, soprattutto, “ vita agli anni”. L’Accordo che oggi sottoscriviamo corrisponde non solo alle attese di molti sacerdoti ma anche delle comunità di appartenenza sparse nel territorio della nostra Regione. Queste sentono il bisogno di fare strada insieme a loro, di accompagnarli verso la fine naturale della vita e di fruire del ministero che essi esercitano anche “nel silenzio della disabilità”.
“E’ la prima volta in Italia che viene sottoscritto un accordo del genere”. Lo ha sottolineato il presidente del Comitato di Indirizzo INRCA Don Vinicio Albanesi questa mattina in occasione della sottoscrizione da parte del presidente della Regione Gian Mario Spacca e del presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana S.E. Mons. Luigi Conti dell’Accordo per il sostegno e l’assistenza ai sacerdoti anziani non autosufficienti. “Non è un caso che questa idea sia nata proprio nelle Marche – ha aggiunto Don Vinicio – Il provvedimento scaturisce dal nostro equilibrio di terra dialogante che ha sempre vissuto le differenze tra clericali e anticlericali nel reciproco rispetto. Il prete marchigiano è il prete del popolo difeso da tutti e contro tutti. C’è un forte radicamento di queste figure nella comunità e l’Accordo rientra in un percorso già tracciato negli anni”. Nelle Marche i sacerdoti sono circa 1.200 e circa 140 per ora saranno coinvolti nel progetto presentato oggi. “E’ un gesto di sensibilità e solidarietà doveroso – ha dichiarato l’assessore alla Salute Almerino Mezzolani – nei confronti di chi ha costantemente contribuito alla costruzione della coesione sociale nella regione. I sacerdoti sono dei punti di riferimento essenziali per le nostre comunità e con questo atto potremo accompagnarli nella vecchiaia senza sradicarli dal contesto in cui hanno trascorso la loro vita. Come per tutto il piano sanitario regionale anche in questo caso è fondamentale la centralità della persona”.
Il direttore dell’Inrca Antonio Aprile in conclusione ha spiegato i risvolti tecnici del progetto sperimentale che si articolerà attraverso l’erogazione di servizi in strutture diocesane con posti letto assimilati a residenze protette e l’assistenza domiciliare integrata. Alla firma era presenta anche il direttore del Servizio Salute Carmine Ruta.
fonte: http://www.gomarche.it/news.php?newsId=211396 Martedì 01 Settembre 2009


MARCHE: ASSISTENZA AI SACERDOTI ANZIANI, LA PRIMA VOLTA IN ITALIA
(ASCA) - Ancona, 1 set - ''E' la prima volta in Italia che viene sottoscritto un accordo del genere''. Lo ha sottolineato il presidente del Comitato di Indirizzo INRCA Don Vinicio Albanesi stamane, in occasione della firma da parte del presidente della Regione Gian Mario Spacca e del presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana Mons.
Luigi Conti dell'accordo per il sostegno e l'assistenza ai sacerdoti anziani non autosufficienti. ''Non e' un caso che questa idea sia nata proprio nelle Marche - ha aggiunto Don Vinicio - Il provvedimento scaturisce dal nostro equilibrio di terra dialogante che ha sempre vissuto le differenze tra clericali e anticlericali nel reciproco rispetto. Il prete marchigiano e' il prete del popolo difeso da tutti e contro tutti. C'e' un forte radicamento di queste figure nella comunita' e l'Accordo rientra in un percorso gia' tracciato negli anni''.

fonte: 01.09.09 http://www.asca.it/

Preti anziani non autosufficienti, progetta pilota nelle Marche

ANCONA - Sono circa 38 mila i sacerdoti diocesani italiani, 3.800 (10%) per motivi di età o di salute non possono più esercitare il ministero attivo e necessitano di assistenza. Il record di anzianità appartiene alle Marche, con un età media pari a 64,2 anni; il governo regionale ha così deciso di stipulare un accordo con la Conferenza episcopale marchigiana per assistere i prelati non autosufficienti. La firma dell'accordo stamane da parte da parte del presidente Gian Mario Spacca e di Mons. Luigi Conti. "Tutti i nostri anziani - ha sottolineato Spacca - meritano di essere ripagati per il grande contributo che hanno offerto alla crescita della nostra regione: nessuno, quindi, può essere lasciato solo. Contrastare la non autosufficienza è impegno prioritario che il governo regionale sostiene con interventi specifici e diffusi nel territorio. Nel percorso di potenziamento e qualificazione dell"assistenza residenziale e domiciliare della regione si inserisce anche questo progetto sperimentale condiviso con la Cem: esso offre risposte appropriate ad una particolare categoria di non autosufficienti, quali i sacerdoti anziani, promuovendo e garantendo l'assistenza nelle stesse comunità dove sono vissuti, salvaguardando così i legami costruiti nel tempo."
Il progetto sperimentale coinvolgerà 140 sacerdoti (sono circa 1.200 in tutta la regione) e si articolerà attraverso l'erogazione di servizi in strutture diocesane con posti letto assimilati a residenze protette e l'assistenza domiciliare integrata. E' anche previsto un Comitato regionale di indirizzo e coordinamento, con compiti di monitoraggio e valutazione dei progetto tramite un sistema di indicatori. L'investimento per la regione è di 600 mila euro. "E' la prima volta in Italia che viene sottoscritto un accordo del genere", ha dichiarato il presidente del Comitato di Indirizzo Inrca (che gestirà l'erogazione dei servizi) don Vinicio Albanesi. "Non è un caso che questa idea sia nata proprio nelle Marche. Il provvedimento scaturisce dal nostro equilibrio di terra dialogante che ha sempre vissuto le differenze tra clericali e anticlericali nel reciproco rispetto". Per Mons. Conti "i sacerdoti anziani delle Diocesi marchigiane appartengono ad una generazione connotata di grande generosità e dedizione. Sono portatori di memoria e, pertanto, di speranza per la trasmissione delle fede e dei valori che ne derivano per le nuove generazioni. (...) Sono lavoratori infaticabili che non vanno "in pensione" se non quando diventano inabili".
fonte: super abile, 2 settembre 2009


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mercoledì 2 settembre 2009

Bilancio di Esercizio INRCA 2008

La Giunta Regionale delle Marche sul principio dell'estate decide di essere generosa. E così il 6 luglio 2009, in sede di Giunta, approva la DGR n. 1124 avente ad oggetto “Controllo atti UU.SS.LL.- INRCA di Ancona – Determina del Direttore Generale n. 347 del 29.05.2009 concernente BILANCIO DI ESERCIZIO 2008”. Fin qui nulla di male.

Il problema nasce laddove all'interno di detta delibera non viene mai precisato, in nessun capoverso del documento, l'importo di tale bilancio. Questo significa che la Giunta approva un bilancio, in questo caso dell'Inrca, e, ricordiamolo, presieduta da Monsignor Vinicio Albanesi, senza sapere a quanto ammonta questo bilancio.


Le cose si complicano quando all'interno delle delibera si legge ancora che il Bilancio d'Esercizio Inrca viene approvato CON RISERVA raccomandando puntualità e precisione in merito al Cap. 3 della Relazione del Direttore Generale “Quadro generale delle attività”. Cosa significa? Significa una cosa molto semplice: dalla Regione rilevano che gli obiettivi di attività e l’analisi delle funzioni di alta specialità all'interno dell'INRCA, non risultano coerenti con quanto previsto da precedenti delibere regionali (le DGR n. 781 dell’11.06.2008 e n. 652 del 20.04.2009) e, proprio per questo, richiedono al Direttore Generale dell’Inrca di relazionare al Servizio Salute della Regione in merito agli obiettivi sanitari previsti dalla delibera n. 1195 del 15/09/2008. Ma il vero punto critico di tutta questa situazione è che “incoerenze e imprecisioni” erano già state precedentemente evidenziate, quando dal Servizio Salute della Regione Marche il 26 giugno2009 (appena 10 giorni prima dell'approvazione del Bilancio...) erano stati richiesti chiarimenti ed elementi integrativi di giudizio in ordine a specifici aspetti del Cap. 3 della Relazione del Direttore Generale. Il Servizio Salute, quindi, rilevava già a giugno che La Relazione del Direttore Generale dell'Inrca si limitava ad una rendicontazione generale e generica dell’attività sanitaria e che il documento non era coerente con le indicazioni regionali fornite per la predisposizione del bilancio.
Eppure in sede di Giunta Regionale il 6 luglio il Bilancio dell'Inrca viene approvato.

In merito a questa vicenda è stata presentata un'interrogazione orale urgente per conoscere prima di tutto l’importo del Bilancio di Esercizio 2008 dell’INRCA, per sapere poi per quale motivo, nonostante le note del Servizio Salute, la Giunta Regionale abbia comunque proceduto all’approvazione del Bilancio di Esercizio 2008 dell’INRCA, per chiedere infine di annullare la delibera di approvazione del Bilancio fino ai dovuti chiarimenti richiesti.

Clicca il testo delle DGR n. 1124 "Approvazione Bilancio Esercizio INRCA 2008"
http://www.norme.marche.it/Delibere/2009/DGR1124_09.pdf


Il testo dell'interrogazione è disponibile su
http://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/atti_di_indirizzo_e_controllo/interrogazioni/pdf/inter1311_8.pdf


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