venerdì 29 maggio 2009

Procura di Ancona e inchiesta "sprecopoli marchigiana": Inrca, Ars, Irma


Sessantamila euro per la collaborazione di sei mesi di studio sulla fattibilità del nuovo ospedale di rete a San Sabino e della nuova struttura prevista dall’Aspio in provincia di Ancona. 60 mila euro pattuiti dall’INRCA, proprio nel periodo in cui Don Vinicio Albanesi era (ed è tuttora) in carica, e finiti nelle tasche dell’avv. Giovanni Ranci segretario cittadino del Partito Democratico di Ancona. La procura le chiama “le consulenze d’oro” e avvia delle indagini, ma Ranci si difende e dice: “Sono stato incaricato per una consulenza sul project financing e sono stato molto al di sotto di quello che avrei potuto chiedere”. Non ricorda quanto ha preso per questo incarico “Erano tre o quattro anni fa”, ma assicura che la cifra “era molto di sotto del tariffario che Bersani ha successivamente abolito". Aggiunge Ranci: “non vedo dove siano i dubbi o le irregolarità”.
Come si difende L’INRCA, l’istituto nazionale di ricerca e cura degli anziani, di fronte alle accuse mosse dalla Procura di Ancona?
Il direttore generale dell’Inrca Antonio Aprile sgombra le nubi del sospetto dal cielo dei 60 mila euro pagati all’avvocato Ranci e sottolinea che aveva scelto di avvalersi della professionalità di Ranci “perché non c’era nessun altro a cui poter affidare quell’incarico, all’interno e all’esterno dell’istituto”.
Ma le indagini della Procura di Ancona non si fermano all’Inrca. Sono aperti altri filoni d’indagine, altri capitoli della sprecopoli marchigiana. Ars, Agenzia Sanitaria Regionale Marche, Irma, agenzia immobiliare Regione Marche e Inrca sono finite nel mirino. Aspettiamo gli sviluppi.
Di seguito una breve rassegna tratta dal Corriere Adriatico dell'8 maggio 2009.

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Fiamme Gialle all`Inrca di Ancona. Franca Romagnoli attacca Don Albanesi. Nel mirino consulenze strapagate (da informazione.tv, 16.06.08)
Già fioccano interrogazioni regionali e il direttore Aprile è andato sotto accusa politica. Sempre lasciando alla Procura e agli inquirenti fare il proprio mestiere, non posso non pensare al fatto che l`INRCA oltre ad un direttore, organismo tecnico, ha un presidente che da circa un anno è il fermano Don Vinicio Albanesi. Contestai, col mio gruppo di AN in Regione, la sua nomina squisitamente politica, fatta di concerto da Spacca e dalla Turco, dal punto di vista della opportunità e del cumulo di cariche social-politiche in capo alla medesima persona. Ma al di là di questo ci aspettavamo oculatezza e rigore nella gestione economica dell`ente, insomma una svolta, in linea con l`immagine concreta ed essenziale che il prelato dà nella sua parrocchia fermana. Ci stupisce invece leggere che la consulenza finita nel mirino, di 60.000 euro per sei mesi, all`avv. Ranci, segretario cittadino del Partito Democratico di Ancona, è stata data proprio nel periodo in cui Don Albanesi era in carica, e vorrei conoscerne meglio presupposti e motivazioni. Per questo interrogherò il presidente Spacca, visto che la nomina a presidente INRCA è sua, per saperne di più, ferma restando l`incredulità. Leggo nell`oggetto dell`incarico che l`avv. Ranci deve "studiare e prevedere un team di project management per lo studio del nuovo ospedale di Osimo Inrca". Visto che a giorni, alla festa di Capodarco, Don Vinicio parlerà ai sindaci del nuovo ospedale di Fermo, ci saranno novità anche per noi?
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Il segretario del Pd “Per il project financing ho preso un importo molto al di sotto del tariffario” “Da 40 anni faccio collaborazioni, l’iter era trasparente”
“Sono 40 anni che faccio consulenze e grazie a Dio continuo a farle”. Non si scompone l’avvocato Giovanni Ranci alla notizia che la procura, nello screening sugli incarichi d’oro affidati dalle amministrazioni pubbliche a professionisti esterni, si stia soffermando anche sulle consulenze da lui ottenute per il progetto dell’ospedale di rete a San Sabino e della nuova struttura prevista all’Aspio. “La nostra professione - spiega Ranci - consiste anche nel lavoro stragiudiziale di collaborazioni che ogni buon avvocato fa”. Continua Ranci. “Sono stato incaricato per una consulenza sul project financing e sono stato molto al di sotto di quello che avrei potuto chiedere”. Dice di non ricordare l’importo. “Erano tre o quattro anni fa, ma era molto di sotto del tariffario - ribadisce - che Bersani (l’ex ministro, ndr) ha successivamente abolito. Aggiunge Ranci. “Non vedo dove siano i dubbi o le irregolarità”. E si affida alla fiducie nella serietà dei magistrati. “Facciano pure le indagini, attendo di vedere cosa concludono”. Sui 60 mila euro per la collaborazione di sei mesi sullo studio di fattibilità del nuovo ospedale, Ranci taglia corto. “Se Regione e Inrca hanno scelto questa impostazione è nel loro pieno diritto”. Del resto, aggiunge il legale, “io aspetto clienti che mi chiamino e mi consultino”. Già nel giugno 2008, quando la vicenda era emersa sull’onda della polemica politica a proposito del contributo all’iter della struttura ospedaliera all’Aspio, Ranci aveva spiegato che l’Inrca, istituto che eccelle nella ricerca, nella cura e nella qualità della vita degli anziani, “ha ritenuto di affidarmi questa consulenza per valutare le connessioni e le interrelazioni che esistono per la fattibilità di questo nuovo complesso, anche in riferimento alla vicenda antica dell’ospedale di San Sabino cercando di utilizzare tutto quanto è possibile della procedura già sperimentata e che io avevo seguito”. L’avvocato Ranci aveva tenuto a precisare che “la procedura adottata è regolare e legittima”. E aveva anche scacciato i sospetti sul presunto conflitto di interessi con la carica ai vertici del Pd cittadino. “Sono stato inserito nel gruppo di lavoro dell’Inrca prima ancora che si parlasse della mia nomina a segretario del Partito democratico”. E.C.
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Aprile: “Non c’era nessun altro a cui affidare quello studio”
Il direttore generale dell’Inrca Antonio Aprile sgombra le nubi del sospetto dal cielo dei 60 mila euro pagati all’avvocato Ranci per un incarico semestrale “quale componente del gruppo di lavoro per la previsione di un team di project management per lo studio di un nuovo ospedale di ricerca”. Spiega Aprile. “Era stato fatto tutto secondo le regole, addirittura con la segnalazione alla Corte dei conti”. Aggiunge il manager della sanità. “Anche le altre consulenze erano state affidate secondo le direttive, ma per questa in particolare non c’era davvero niente da obiettare”. Non così per la procura che per avvalorare, o spazzare, i sospetti sta producendo accertamenti. “Il fatto è - attacca Aprile - che io rompo gli equilibri perché faccio le cose come devono essere fatte”. In quel caso l’istituto di ricerca e cura degli anziani “aveva seguito le regole nuove” e aveva scelto di avvalersi della professionalità di Ranci “perché non c’era nessun altro a cui poter affidare quell’incarico, all’interno e all’esterno dell’istituto”. Alla base della decisione c’era la necessità di capire le relazioni possibili tra il progetto vecchio e quello nuovo dell’ospedale di rete. Come aveva già spiegato l’estate scorsa, Aprile sottolinea che “Ranci è stato chiamato per darci una mano sugli aspetti giuridico-amministrativi del nuovo ospedale, entrare a far parte di un gruppo di lavoro e sviluppare la parte operativa dello studio di fattibilità”. Il direttore generale aggiunge che “la realizzazione della struttura è collegata alle vicende pregresse, Ranci è un professionista che conosceva la vecchia situazione”. A proposito proprio dei due incarichi precedenti, quelli per la finanza di progetto a San Sabino, “roba vecchia, abbiamo chiuso tutto nel 2003”, taglia corto Aprile.
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Enti pubblici sotto la lente dei magistrati
L’inchiesta della procura sulle consulenze sospette aggiunge capitoli spinosi. Era partito ai primi del 2008 lo screening degli inquirenti contro lo scialo di denaro pubblico. In attuazione alle disposizioni della Finanziaria, erano state monitorate le collaborazioni affidate da enti e aziende pubbliche per scovare anomalie e magagne nell’ombra di incarichi “leggeri”, ingiustificati o gonfiati. Ars. Irma e Inrca sono finite nel mirino. Ma sono aperti altri filoni d’indagine, altri capitoli della sprecopoli marchigiana. L’ultimo riguarda le consulenze affidate all’avvocato Ranci sull’ospedale di rete. Ma non si escludono altri colpi di scena, la caccia ai soldi facili ai professionisti continua.

Incarichi a Ranci, indaga la procura Nel mirino tre consulenze per l’ospedale di rete. Oltre 150 mila euro per l’assistenza legale
S’allarga a macchia d’olio l’inchiesta della procura su incaricopoli. La lente degli inquirenti si fissa anche sulle consulenze affidate all’avvocato Giovanni Ranci, segretario cittadino del Pd, nell’ambito del tormentato iter dell’ospedale di rete. C’è quella semestrale da 60 mila euro “quale componente del gruppo di lavoro per la previsione di un team di project management per lo studio di un nuovo ospedale di ricerca Inrca”. E ce ne sono altre due precedenti, per circa centomila euro, per seguire gli aspetti giuridico-amministrativi del project financing dell’ospedale di San Sabino. La procedura che doveva portare all’affidamento dei lavori di costruzione del nosocomio al servizio della popolazione del territorio a sud di Ancona si è arenata nelle sabbie mobili di anomalie e stranezze, diventate un terreno minato di sospetti che hanno attirato lo sguardo della magistratura. Troppo datati gli episodi per reggere l’accusa della procura della Repubblica, un’azione penale sarebbe destinata a infrangersi nel nulla di fatto della prescrizione. Gli interrogativi di un danno alla pubblica amministrazione e alla collettività sono finti sul tavolo della Corte dei conti. Nel novembre del 2005 il progetto del nuovo ospedale di rete sembrava aver preso la giusta velocità. Era stato presentato in Comune a Osimo, il sindaco Latini aveva anche annunciato il coinvolgimento di un pool di aziende pronte a pagare sei dei trenta milioni di spesa prevista. Un’inezia, a parere dell’Autorità di vigilanza, al confronto con gli enormi benefici che i privati avrebbero tratto dalla “finanza di progetto”, con la gestione di tutta una serie di servizi offerti dalla nuova struttura ospedaliera. Per questo fu imposto lo stop all’iter, tutta la documentazione è finita al vaglio dei magistrati contabili e la pratica è tornata in mano alla Regione. Su questo scenario s’innestano gli approfondimenti sulle consulenze affidate all’avvocato Ranci. Che per due volte aveva ottenuto il mandato di seguire il procedimento. E, successivamente, naufragato il project di San Sabino, l’Inrca gli ha assegnato per sei mesi la collaborazione per un lavoro d’indagine sulla fattibilità del nuovo ospedale all’Aspio, proprio in qualità di professionista che conosceva la situazione pregressa. Perché la Regione, che era tornata in cabina di regia, ha affidato all’esterno quel compito bypassando le competenze della sua struttura interna? Domanda buona per la procura, che indaga per capire se ci sono irregolarità e comportamenti contrario ai doveri d’ufficio. Gli inquirenti continuano la caccia allo sperpero di denaro pubblico. L’inchiesta anti-sprechi ha messo nel mirino degli investigatori altri nomi illustri. Ora è la volta di Ranci che - è bene sottolinearlo - non risulta formalmente indagato. In passato l’ultimo degli incarichi nell’occhio del ciclone era già finito sulla graticola del dibattito politico. Era stato Giacomo Bugaro, oggi candidato a sindaco del Pdl, a definirlo “di cattivo gusto”.EC

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giovedì 7 maggio 2009

Elezioni Amministrative Pesaro 2009: Marcello Secchiaroli scende in campo per Sebastiani Sindaco

A volte ritornano.
E così, dopo la mancata candidatura alle regionali del 2005, e l'uscita dai giochi nella nuova formazione del Pd, per non essere stato eletto alle Primarie dell'ottobre 2007, l'ex-assessore comunale e regionale Marcello Secchiaroli ci riprova. E si candida alle future amministrative di Pesaro nella lista civica “Città in Comune” per Maurizio Sebastiani sindaco. Proprio quel Secchiaroli che ha citato in sede civile, con una richiesta di risarcimento per diffamazione a mezzo stampa pari a 500 mila euro, la sottoscritta, la Rai - Radio Televisione Italiana e Michele Santoro, a seguito delle mie dichiarazioni rese ad Annozero nel giugno 2007.
Vediamo cosa ha spinto l'ex-assessore a “ritentare la sorte”... C'è anche qualcuno, come Mario Fabbri del Pd di Pesaro, che commenta sul Messaggero la scelta di alcuni candidati e, fra le altre cose, dice "Chi è Secchiaroli? Rappresentante del mondo cattolico pesarese nel Pci, prestato dalla Banca delle Marche alla politica, assessore a Pesaro e poi consigliere e assessore regionale, anche lui aspirante a sindaco di Pesaro nella passata legislatura. Tutti provenienti dalla stessa base politica, tutti con le tessere dell’ex Pci oggi folgorati sulla “via delle elezioni”, scoprono l’esigenza di recuperare idealità perdute, trasparenze mai rivendicate quando erano al potere".
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L'ex-assessore regionale Marcello Secchiaroli in una lista civica anti-Pd
ELEZIONI PESARO
Pesaro- In attesa della definitiva decisione dell'ex-senatore Giuseppe Mascioni, si registra a Pesaro un'altra importante defezione nel Pd. L'ex-assessore comunale e regionale Marcello Secchiaroli ha annunciato che si presenterà per il consiglio comunale di Pesaro a fianco di Maurizio Sebastiano, ex-esponente del Pci-Ds, candidato a sindaco per la lista civica “Città in Comune”, alternativa al primo cittadino uscente Luca Ceriscioli (Pd). L'annuncio ufficiale ieri mattina, con colui che guidò vent'anni orsono un consistente gruppo di cattolici di base all'interno del Pci, che ha superato le ultime perplessità dovute ad una recente malattia. Nella stessa lista, che si definisce di centro sinistra, anche due ex-assessori comunali dell'epoca Giovanelli: Rosanna Marchionni e Luciana De Angelis. Dure accuse a sinistra: “C'è una cappa su questa città, ci sono state minacce anche subdole”.

fonte: Resto del Carlino 19 aprile 2009

“Di centrosinistra ma non con il Pd”
Sebastiani ha presentato la lista che osteggia “la longa manus delle clientele di Pesaro”
Pesaro “Se si esce dalle ideologie, non si sbuca sul qualunquismo”. Ne è sicuro Antonio Faeti, testimonial d’eccezione della lista civica “Città in Comune – Sebastiani Sindaco”. Una vita da intellettuale, spesa nella militanza politica vecchio stampo, con tessere e scuole quadri comuniste. “Provengo da una politica estremamente ideologizzata dal sapore contrario a quanto stiamo vivendo e provocando oggi, di cui non mi pento affatto. Come per Pajetta, se la politica è una malattia, segnatemi tra i cronici. Ma i tempi son cambiati e questa lista ora è il coronamento del mio sogno di mezza estate: 70 anni, da quando ne avevo 28 passo le mie vacanze qui. Ora non ci sono più montagne e Spagna in cui combattere, ma luoghi di minor evidenza ma non importanza”.
Storia passata
La lista (che ha trovato ieri l’attento ascolto in sala di Stafoggia e Catalano, come di Briglia, Topi e Sorcinelli) osteggia chi strumentalmente vuol collocarla a destra e si proclama fieramente di centrosinistra, “senza riconoscersi nel Pd”, che per Andrea Marzi è apertamente “la longa manus delle clientele in questa città”.
Il posizionamento per i new-entry in politica è meno sofferto che per alcuni ex Pci-Pds-Ds-Pd, come lo stesso Maurizio Sebastiani (presidente I circoscrizione) ma anche Rosanna Marchionni (al decentramento con quello che chiama “il primo Giovanelli”) e Marcello Secchiaroli (ex assessore regionale ai servizi sociali), che rivelano il peso di un partito da cui si sono staccati. Chi “per la perdita di sensibilità ambientale e urbanistica del partito”, “per l’avvento di dirigenti giovani-vecchi dentro” e “per le scelte da confessionale che non sanno di democrazia”.
Programma
“Per amore della città, ci proponiamo per una ricostruzione sociale ed economica”. Per farlo, innanzitutto, un nuovo metodo di lavoro: democrazia partecipata, ossia scelte dal basso, trasparenza e solidarietà. In primo piano, connessione internet gratuita per tutti che garantisca l’accessibilità agli atti amministrativi, tra cui il bilancio comunale dettagliato (come fa Obama ma anche la vicina Emilia-Romagna). Un maggior rispetto delle istituzioni, “visto il tenore dei consigli comunali”. Un piano di mobilità pedonale e ciclabile. Contrari al casello autostradale di Santa Veneranda (e buttano l’ombra di comitati per il no). Basta al porto degli inerti e no alla cementificazione del porto della Vallugola “che si sta romagnalizzando”. Smetterla di costruire, ma recuperare. No alla sanità privata, sì alla buona gestione della pubblica. Per la cultura, una casa museo Toschi Mosca. I giovani come potenzialità e non come disturbo alla quiete. Una rete di servizi per le persone e le famiglie e impegno nel mondo della scuola. E magari una spinta all’abolizione delle province.
Obiettivi futuri
“Andare al ballottaggio, non è una presunzione”. Sebastiani è certo di scontrarsi con Ceriscioli. Nel caso sbagliasse, la promessa è comunque di non apparentarsi con nessuno “né prima né dopo, perché è una questione di punti in programma”, lasciando libertà di voto ai suoi simpatizzanti. “Per le inversioni a U che in politica van tanto di moda, alla guida ti ritirano la patente”. Nell’aria un matrimonio con i grillini (tanti già in barca e baci&abbracci a Ballerini). Intanto, qualora vincesse la tornata elettorale, garantisce una giunta a 6 posti, ma i nomi degli assessori sono ancora top-secret. Il 9 maggio la presentazione dei candidati.SM
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«Noi, di centrosinistra ma diversi dal Pd»
E con Sebastiani, in lista due ex assessori: Marchionni e l’applaudito Secchiaroli
Si presenta “Città in Comune” «Al ballottaggio libertà di voto nessun apparentamento»di TDB
Quando ha annunciato la sua presenza in lista, dall’affollata Sala Rossa si è alzato un lungo e caloroso applauso. Marcello Secchiaroli c’è. L’ex assessore regionale Ds, ha deciso di scendere in campo e di candidarsi per il consiglio comunale a sostegno del candidato sindaco Maurizio Sebastiani, che ieri ha presentato la sua lista civica “Città in Comune”. «Pur avendo difficoltà personali - ha detto Secchiaroli - mi candido perchè qui si inizia un nuovo percorso di partecipazione. Chi dice che questa è una lista di destra, rischia una denuncia per diffamazione, questa è una lista di centro-sinistra che non si apparenta per i posti». E Secchiaroli non si ferma neppure davanti a «qualche minaccia che ho ricevuto».La rivolta degli ex Ds. Oltre a Secchiaroli, nella lista “Città in Comune”, c’è un’altra ex Ds, Rosanna Marchionni, assessore della Pubbica Istruzione al tempo di Giovanelli, che ha deciso di entrare nella squadra di Sebastiani «perchè nel partito non si riusciva più a parlare. Dal secondo Giovanelli in poi fino a Ceriscioli sono aumentati gli assessori perchè venivano contrattati prima delle elezioni. I ruoli vengono decisi tra pochi, perchè fanno piacere a questo o a quello. Anche il futuro sindaco di Mombaroccio è stato contrattato tempo fa», chiude riferendosi a Lorenzo Rossi. Con due nomi di questo calibro non è un caso che «i sondaggi siano molto incoraggianti». Due politici di lungo corso, Secchiaroli e la Marchionni, che potrebbero catalizzare verso Sebastiani, quello scontento degli elettori di centro-sinistra che non si riconoscono più nel nuovo corso del Pd. La guerra con le liste civiche pro Ceriscioli. «La gente deve capire che votando per noi, continua a votare centro-sinistra, ma non vota Ceriscioli e il Pd». E’ il messaggio che Sebastiani lancia per creare uno spartiacque con la lista “Vivi Pesaro” e con i Liberi per Pesaro che sono sempre più vicini all’alleanza con il Pd. «E’ imbarazzante vedere come queste liste siano scese a sostegno del potere. Liste che sono arrivate anche da destra, con pericolose inversioni ad U - attacca riferendosi alla Catalano, presente ieri in sala - Vivi Pesaro è una lista civetta, non posso chiamarla in altro modo».Sebastiani-Grillo, profumo d’intesa. Tra Sebastiani e Mirko Ballerini, candidato sindaco del meet-up di Beppe Grillo i rapporti sono sempre più stretti: «Ci siamo sentiti - racconta Sebastiani - siamo le uniche due liste che non sono alleate con nessun partito. Ho chiesto loro di aprire un confronto, mi hanno detto che ci rifletteranno».Obiettivo ballottaggio. Il coordinatore della lista Andrea Zucchi già lo chiama «il nostro sindaco». Sebastiani ci crede e la sua aspirazione è quella di «andare noi al ballottaggio». Ma, nel caso, di un ballottaggio tra Ceriscioli e Cascino, o chiunque altro, Sebastiani annuncia che «lascerò ai miei elettori libertà di scelta. E dopo il voto, nessun apparentamento».Il programma. Tra i punti salienti di “Città in Comune” c’è «il no al secondo casello di Santa Veneranda, un porto senza inerti, internet gratuito in tutte le case, attenzione ai giovani, piste ciclabili e marciapiedi, recupero e valorizzazione dei musei civici, impegno nei confronti della scuola. E una squadra con solo sei assessori e nessun portavoce».

"Città in Comune" - Candidati - Carta d'Identità:
MARCELLO SECCHIAROLI
Ho dedicato gran parte della mia vita alla città . Appassionato di una certa politica, mi sono molto impegnato nel sociale.Sono stato assessore comunale e regionale alla Politiche sociali, oggi sono coordinatore dell’Ambito sociale di Urbino, e vicepresidente della Fondazione intitolata a Don Gaudiano. E’ a lui che devo la mia formazione e le mie scelte.
Fonte: Città in Comune
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Sulle pagine del Messaggero, il 07 maggio compare un articolo scritto da Mario Fabbri del Pd e presidente del collegio regionale dei garanti, che non crede alla "buona fede" di alcuni candidati, stesso nome stesse facce da sempre nella politica pesarese, di questa ennesima tornata elettorale. "Chi è Secchiaroli? [...]".
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Il Messaggero
«A Pesaro - interviene Mario Fabbri, Pd, presidente del collegio regionale dei garanti - assistiamo ad un fiorire di motivazioni “ideali” per giustificare vecchi rancori e lotte di potere. Concorrenti in passato; sconfitti si presentano ora con motivazioni “ideali”, di trasparenza e di difesa della democrazia. Mascioni, Banini, Leoni, Secchiaroli, Sebastiani, Marchionni riscoprono idealità perdute con l’unico obiettivo di togliere voti alla lista di centrosinistra unita intorno a Ceriscioli che oggi il Pd dopo una discussione, che ha coinvolto centinaia di donne e di uomini, propone agli elettori per concorrere a conquistare la maggioranza al Comune di Pesaro. Chi è allora Mascioni? Presidente dell’Ente ospedaliero, consigliere e poi assessore regionale e poi senatore e poi aspirante sindaco di Pesaro è sempre lui. Chi è Secchiaroli? Rappresentante del mondo cattolico pesarese nel Pci, prestato dalla Banca delle Marche alla politica, assessore a Pesaro e poi consigliere e assessore regionale, anche lui aspirante a sindaco di Pesaro nella passata legislatura. Tutti provenienti dalla stessa base politica, tutti con le tessere dell’ex Pci oggi folgorati sulla “via delle elezioni”, scoprono l’esigenza di recuperare idealità perdute, trasparenze mai rivendicate quando erano al potere. Io ritengo che sia legittima la critica politica in qualsiasi momento, le riserve su determinati comportamenti o decisioni non condivise, o il risentimento per qualche torto subito, ma ritengo anche che le battaglie politiche vadano condotte con coerenza e senza soluzione di continuità durante tutta l’esperienza politica. Sorprendono le folgorazioni e le crisi ideali sotto elezioni; mi stupiscono certe motivazioni e mi feriscono certe azioni. Cui prodest? Nessuna di queste liste potrà essere vincente neppure candidabile per eventuali ballottaggi. E allora? Si tratta di creare danni, confusione. Ormai i trasformismi sono giochi vecchi e logori, nessuno crede a proclamate serenate, plasmate anche da qualche critica condivisibile e che servono esclusivamente alla destra. Una destra che si presenta a Pesaro frammentata e confusa, che cerca di utilizzare le stampelle di quelle liste. Chi offre quelle stampelle può la notte dormire sonni tranquilli?».

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