mercoledì 25 febbraio 2009

ARS: Yes, They can

Di seguito viene presentato uno dei modi possibili di gestire una struttura regionale. L'Osservatorio Regionale Politiche Sociali - Ars, Regione Marche, infatti, dal 2007 conta ben 3 dirigenti, quindi 3 incarichi per la stessa funzione, per mandare avanti l'attività della struttura...Perchè ciò avvenga, l'Ars nel maggio 2007 avvia, dapprima, la procedura selettiva di valutazione per titoli per l'affidamento di un incarico cococo del valore di circa 100.000 euro annui, e successivamente nell'aprile 2008, bandisce un concorso per l'affidamento di incarico per dirigente a tempo indeterminato. Nello specifico delle gare, le commissioni esaminatrici erano tutte interne alla struttura e, inoltre, per l'incarico di dirigente cococo, prima, e per quello di dirigente a tempo indeterminato, poi, ha vinto sempre la stessa persona, candidato unico in entrambe le selezioni, ex consulente dell'Ars fino al 2004, Responsabile dell'Integrazione socio-sanitaria fino al 2006 dell'Asur Marche, e attuale consigliere nazionale delle Comunità di Capodarco. Nel frattempo all'interno dell'Osservatorio continuavano e continuano a svolgere le loro mansioni un coordinatore tecnico esterno che vale 40.000 euro annui e un responsabile appartenente al servizio Politiche Sociali.
In merito alla vicenda il gruppo consiliare di AN ha presentato un'interrogazione al Presidente Spacca per sapere come mai siano stati attivati 3 incarichi per svolgere sostanzialmente la medesima funzione, come sia stata data la pubblicità dei bandi, perchè le commissioni erano composte da soli membri interni all'Ars. Il gruppo ha chiesto se non sia doveroso annullare le gare e riproporle garantendo pluralità effettiva di candidati, avendo partecipato un solo e sempre lo stesso candidato.

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Interrogazione n. 1223
presentata in data 13 febbraio 2009
a iniziativa dei Consiglieri Pistarelli, Romagnoli, Castelli, D’Anna, Silvetti

“Conferimento incarichi collaborazione a soggetti esterni presso l’Osservatorio regionale politiche sociali, ARS”
a risposta orale urgente
I sottoscritti Fabio Pistarelli, Consigliere capogruppo di Alleanza Nazionale, Franca Romagnoli, Guido Castelli, Daniele Silvetti, Giancarlo D’Anna, Consiglieri gruppo Alleanza Nazionale,
Premesso:
che l’ARS (Agenzia regionale sanitaria) istituita con l.r. 26/1996, ha tra le sue funzioni quella di fornire il supporto tecnico alla programmazione sanitaria regionale tramite l’Osservatorio regionale politiche sociali (deliberazione della Giunta regionale n. 1 dell’8 gennaio 2003);
che detto Osservatorio ha allo stato attuale n. 3 collaboratori a tempo determinato, risultati vincitori di selezioni pubbliche effettuate nell’anno 2008, riservate al 100 per cento al personale avente rapporto di co.co.co presso l’ARS, in particolare due collaboratori area “Funzionario amministrativo contabile”, un collaboratore area “Assistente ai servizi informatici”;
che dalle pagine del sito risultano in servizio altre n. 2 collaborazioni nell’area informatica;
che all’Osservatorio politiche sociali per gli anni 2007 e 2008 risulta attivato un ulteriore incarico professionale, con mansione di coordinatore tecnico di suddetta struttura, per importo pari ad euro 40.00,00 annui;
che risulta presente inoltre, sempre on-line, una figura di responsabile dello stesso Osservatorio, appartenente al servizio politiche sociali;
che nell’anno 2007 è stata attivata una ulteriore collaborazione co.co.co. chiamata a svolgere le funzioni di Dirigente per l’Osservatorio regionale politiche sociali - ARS, fino all’espletamento di concorso per la copertura del posto vacante di tale posizione dirigenziale;
che tale ultima figura ha visto rinnovarsi l’incarico semestralmente anche per tutto l’anno 2008 con importo pari a circa euro 45.000,00 a semestre, in deroga a quanto previsto dalla deliberazione della Giunta regionale 745/2007;
che con determina n. 31 del 30 maggio 2007 è stata indetta la procedura selettiva per il conferimento dell’incarico co.co.co. presso l’Osservatorio dell’ARS, di cui sopra;
che UNA SOLA DOMANDA è pervenuta al 21 giugno 2007, giorno di scadenza della presentazione delle domande; e il 22 giugno, giorno della prova d’esame, ha partecipato UN SOLO CANDIDATO;
che la commissione esaminatrice per la selezione pubblica prima, e per il concorso poi, è stata formata con componenti tutti interni all’ARS/Regione Marche; in particolare per il conferimento dell’incarico co.co.co. all’interno dell’Osservatorio politiche sociali la commissione è risultata composta dal Direttore generale dell’ARS, dal responsabile dell’Osservatorio appartenente al servizio politiche sociali, di cui sopra, e dal Coordinatore del Centro documentazione infanzia adolescenza dell’ARS;
che detto incarico non risultava né nell’elenco del rinnovo incarichi di collaborazione coordinata e continuativa a soggetti esterni presso l’ARS per gli anni 2007 (deliberazione Giunta regionale 1525/2006) e 2008, né sul sito istituzionale dell’ARS, come stabiliscono le direttive del decreto Bersani sulla trasparenza nell’affidamento di incarichi e consulenze esterne;
che, successivamente, con determina n. 42 del 24 aprile 2008 è stato indetto un concorso pubblico per esami per n. 1 posto di Dirigente a tempo indeterminato presso l’ARS a cui, anche in
questo caso, ha partecipato UNA SOLA PERSONA, essendo pervenuta UNA SOLA DOMANDA; e che vincitore risulta essere la stessa persona a cui era stato conferito precedentemente l’incarico di co.co.co. presso l’Osservatorio dell’ARS;
Per quanto premesso con il presente atto si
INTERROGA
il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
1) se risulti vero che all’Osservatorio regionale politiche sociali siano attive n. 3 figure dirigenziali e, in ogni caso di responsabilità, per suddetta struttura e precisamente una di coordinatore tecnico dell’Osservatorio politiche sociali, una di responsabile dell’Osservatorio politiche sociali, un’altra di dirigente dell’Osservatorio politiche sociali;
2) in caso affermativo, quali ragioni abbiano portato il Direttore generale dell’ARS, e quindi la Giunta regionale delle Marche, ad attivare TRE incarichi per svolgere sostanzialmente il medesimo ruolo; e comunque perché siano state attivate TRE diverse figure di responsabilità dell’Osservatorio, di cui UNA interna alla Regione, ma ben DUE esterne dal costo suppletivo di 140.000,00 euro annui;
3) per quali motivi non sia stato rispettato l’accordo sindacale che escludeva la proroga ai contratti co.co.co oltre il 31 dicembre 2007, accordo recepito con deliberazione della Giunta regionale 745/2007, autorizzando invece il Direttore generale dell’ARS a prorogare oltre il 2007 incarichi di collaborazione coordinata e continuativa all’interno dell’Osservatorio politiche sociali; e se ciò si sia verificato anche per altri incarichi attivati all’interno delle diverse strutture dell’ARS;
4) per quale motivo l’incarico co.co.co di Dirigente Osservatorio politiche sociali di cui in premessa, non compaia in nessun documento e/o elenco di collaboratori co.co.co dell’ARS;
5) per quale motivo la commissione esaminatrice è stata composta da tutti membri interni alla Regione Marche, senza alcun componente esterno;
6) con quale criterio sia stata data la pubblicità del bando, e quali i requisiti richiesti, sia nel caso di conferimento dell’incarico co.co.co, sia per il concorso a tempo indeterminato indetto presso l’ARS;
7) se non ritenga opportuno, vista la partecipazione reiterata di un solo candidato, annullare le gare suddette.

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Rassegna Stampa

Tre incarichi per la stessa funzione
Il gruppo consiliare di An, primi firmatari Franca Romagnoli e Fabio Pistarelli, hanno presentato un’interrogazione sull'Ars, l’Agenzia regionale sanitaria che, attraverso l’Osservatorio regionale politiche sociali, negli ultimi due anni ha attivato “un buon numero di incarichi e collaborazioni”. Il gruppo chiede di sapere “se esistano ben tre figure dirigenziali dell’Osservatorio” e “perchè siano stati attivati detti tre incarichi (per svolgere pressochè la stessa funzione), di cui due esterni per il valore di 140.000 euro annui”; An vuole sapere anche “come sia stata data la pubblicità dei bandi, quali i requisiti richiesti e perchè le commissioni esaminatrici siano state composte, in entrambi i casi, da tutti membri interni dell’Ars”. Nell’interrogazione si chiede infine se non sia “auspicabile e doveroso” annullare le gare e “riproporle garantendo pluralità effettiva di candidati, avendo partecipato un solo, e sempre lo stesso, concorrente alla selezione pubblica per co.co.co prima, e per incarico a tempo indeterminato poi, e avendo vinto lo stesso nominativo in entrambe le prove di selezione”.

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Fonte:
www.corriereadriatico.it 13 febbraio 2008

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martedì 3 febbraio 2009

Contro 'o sistema': la storia di Federico Del Prete


Leggendo “Solo per giustizia” di Raffaele Cantone, sono rimasta impressionata dalle pagine della triste vicenda di Federico Del Prete. Ne viene fuori una figura di valore forte, “tutta d’un pezzo”, non di un omone, ma di un uomo che dà senso e dignità alla sua vita e decide di non continuare i suoi giorni sprofondando nella mesta rassegnazione che può cogliere chi vive in terra di camorra. Nel sito di Roberto Saviano ho trovato con grande sorpresa una pagina dedicata a Federico del Prete e la riporto integralmente a firma di Mariella Di Stefano. Per una volta lascio da parte decreti e appalti per dare voce a chi si impegna o si è impegnato concretamente sul campo contro ‘o sistema’.
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Federico Del Prete, un eroe piccolo piccolo
"Non posso farlo, perché non avrei più la forza di guardare in faccia le persone che hanno creduto in me": con queste parole Federico Del Prete rispondeva al fratello Vincenzo, che lo esortava a partire per il Venezuela, a fuggire da una situazione di grave minaccia in cui viveva ormai da molto tempo e che si sarebbe tragicamente conclusa, solo una settimana dopo, con la sua barbara uccisione.
Federico era un uomo che il magistrato Tullio Morello (giudice del tribunale di Napoli) non ha esitato a definire "uno dei migliori cittadini italiani, tanto esposto non nell'interesse proprio ma per quello della collettività".
"Un eroe piccolo piccolo": l'espressione più bella, usata per lui, è della brava e coraggiosa Rosaria Capacchione, che ne ha raccontato la storia con tenacia e passione, quando la notizia destava interesse se non nella ristretta area di Caserta, giungeva mestamente e distrattamente a Napoli e provincia, probabilmente neanche arrivava a Salerno, Avellino, Benevento.
La grandezza di questa figura stava nell'umiltà e nella dignità. Federico era umile perché si dedicava con serietà e passione ad un mestiere semplice, che non prometteva successo sociale e lauti guadagni, specie se condotto onestamente. Era dignitoso perché rivendicava per il suo lavoro la libertà e la tutela da ogni forma di sopraffazione.
Federico viveva, però, in terra di camorra. L'integrità ha un prezzo in terra di camorra. Anzi, ne ha due.
Uno è la mesta rassegnazione che induce alla fuga, oppure deprime lo spirito e si esaurisce in un silenzio impotente e complice, che a poco a poco spegne l'intelligenza e la voglia di pensare e capire.
Se, però, non sei disposto a pagare questo prezzo, se non vuoi barattare una parvenza di tranquillità con la tua dignità e il rispetto verso te stesso, allora sei costretto a pagare l' altro prezzo, più grande, forse: la tua vita.

Federico aveva scelto la seconda strada. Non ce la faceva a rinunciare alla sua dignità, alla libertà di esercitare il suo mestiere senza condizionamenti e nel rispetto della legge.
Federico, infatti, è morto. In poche occasioni è stato ricordato in seguito: una cerimonia commemorativa un anno dopo, alcuni trafiletti delle cronache locali, in occasione delle alterne vicende processuali che interessavano i responsabili del suo assassinio, dal 2005 fino ad oggi. E' tuttora in corso il processo contro Antonio Corvino, il pentito che si è autoaccusato dell'assassinio e che ha recentemente chiesto perdono ai familiari.
Poi c'è Roberto Saviano, che, spesso e quasi ossessivamente, ripete il nome di Federico Del Prete come uno degli esempi migliori di coraggio della sua terra e reclama attenzione per la sua storia dimenticata.
Assecondando questa ossessione, ti viene voglia di informarti, sapere e, se puoi, raccontare e ricordare. E' difficile, però, ricordare Federico, perché pochi, troppo pochi ne hanno parlato. Per trovare informazioni particolareggiate, bisogna scandagliare bene le fonti. Nel web, per esempio, si trovano quasi solo articoli delle cronache locali, redatti all'indomani dell'uccisione, tutti (o quasi) più o meno generici e poco dettagliati.
Eppure Federico, nella sua semplicità, aveva fatto tanto, davvero tanto.
Veniva da Frattamaggiore, in provincia di Napoli, si era sposato a Casal di Principe (Caserta) e qui viveva con la moglie e i figli. Il suo mestiere era quello di commerciante ambulante di vestiti.
In una terra che vede nei commercianti ambulanti spesso un simbolo di folklore, un emblema dell'arte di arrangiarsi, addirittura un nemico da cui difendersi, nella percezione dei turisti o degli ottusi malcapitati del Nord (non tutti, non facciamo di un'erba un fascio), Federico prendeva il suo lavoro seriamente e lo svolgeva onestamente e nel rispetto delle regole. Soprattutto, non capiva perché avrebbe dovuto pagare il pizzo alla camorra e non ammetteva l'illegalità. In molte occasioni aveva fatto sentire la sua voce, spessissimo rivendicava la protezione delle autorità e delle forze dell'ordine.
Militava nel sindacato, ma presto decise di staccarsi dalle organizzazioni più grandi, per fondare un proprio sindacato autonomo, lo SNAA, Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti, ovvero un'organizzazione volta a tutelare una categoria, appunto, particolarmente debole, soggetta ai ricatti della criminalità. Ad un anno dalla sua creazione, il sindacato SNAA contava ben tremila iscritti. In seguito alla sua morte, i Sindacati confederati neanche hanno mai più ricordato Federico: proprio lui che si batteva per difendere, come loro, i più deboli.
La sua ossessione erano gli abusivi, i venditori senza licenza che occupavano le aree libere dei mercati. Contro l'abusivismo e contro il pizzo chiesto dalla camorra, aveva, infatti, organizzato una manifestazione presso il mercato di via Taverna del Ferro - altrimenti detto "il Bronx" - a Napoli: numerosi commercianti vi aderirono, fu un grande successo. Tutto è stato, poi, dimenticato.
Presso il mercato di Mondragone (Caserta) intendeva, naturalmente, fare lo stesso. L'abusivismo non era consentito dalla legge e lui lo combatteva. Il pizzo era inaccettabile (oltre che illegale) e lui lo denunciava. Qui, però, la camorra, o meglio "o sistema", era rappresentata dalla più feroce organizzazione criminale del mondo (oggi è, così, universalmente e unanimemente riconosciuta): i Casalesi. Citando nuovamente Rosaria Capacchione, qui le mazzette erano qualcosa di più di un semplice sistema di corruzione e il riserbo, anzi l'omertà era un credo per la gente comune.
Segnalava continuamente denunce per estorsioni alla fiera di Mondragone e presentava puntualmente decine e decine di esposti alle stazioni dei carabinieri di mezza Campania e negli uffici di polizia. Un altro suo cavallo di battaglia era la gestione delle aree comunali destinate ai mercati. La fonte più preziosa di informazioni erano le segnalazioni degli iscritti al suo sindacato sulla discrezionalità nell'attribuzione dei posti agli «spuntisti» (gli ambulanti occasionali, come lui stesso era stato) e sulle tassazioni richieste. L'ultima denuncia, ad esempio, riguardava le tariffe applicate dalla Sirtac (la società che gestisce la riscossione dei tributi sull'occupazione dei suoli pubblici a Casal di Principe e Villa Literno).
Un altro coraggioso atto fu la denuncia del business da 5 milioni di euro all'anno per i clan prodotto dalle buste di plastica imposte nei mercati settimanali della Campania. Nelle fiere, aveva spiegato agli inquirenti, messaggeri di ditte legate alla camorra imponevano le buste di plastica a 5 euro al chilo, quando alla fonte costavano appena 1 euro e 23 centesimi.
Anche nel caso di Federico, però, la vicenda che ha determinato la decisione di ammazzarlo da parte dei clan è stata una brutta storia di racket. Aveva denunciato senza paura il vigile urbano Mattia Sorrentino, esattore presso il mercato per conto del clan La Torre, successivamente condannato (13 anni in primo grado, ridotti a 5 anni e 8 mesi in appello). Sorrentino era una figura a dir poco "imbarazzante": vigile urbano, condannato per ricettazione di materiale archeologico, parente di Filoso, un esponente del clan La Torre. Nonostante ciò, Sorrentino era stato promosso ai gradi di maresciallo. Suo figlio era, all'epoca dei fatti, consigliere comunale del centro-destra. Federico riuscì a far arrestare Sorrentino, raccogliendo le testimonianze dei numerosi iscritti al suo sindacato, spesso ricorrendo al sistema delle intercettazioni ambientali, un oltraggio inaccettabile per i clan. Per di più, Federico avrebbe dovuto testimoniare al processo contro Sorrentino, in un'udienza fissata per il 19 Febbraio 2002, il giorno dopo la sua morte.
Era, dunque, il momento di fermarlo. A Gennaio gli bruciarono l'auto.
Come Saviano ha raccontato al festival di Ferrara: " prima di ucciderlo, i clan fecero una specie di sondaggio per capire se i giornali avrebbero parlato o meno di lui. Quando ebbero verificato che nessuno ne avrebbe riferito se non i giornali locali, i soliti cronisti di nera, diedero l'ordine di morte".
Erano le 19,30 quasi, era il 18 Febbraio 2002. Federico parlava al telefono negli uffici, in via Baracca a Casal d Principe, che lo Snaa condivideva con un'altra associazione: quattro sicari fecero irruzione, gli spararono in volto e al petto. Pochi minuti dopo arrivò il figlio Vincenzo, dopo aver visto la scena uscì per strada, chiese aiuto, ma i numerosi passanti - come racconta lui stesso - fecero finta di non sentire e si voltarono dall'altra parte.
Ai funerali, la famiglia dovette subire un identico isolamento. Gli oltre tremila iscritti al sindacato erano tutti assenti, ad eccezione di una manciata ridottissima di coraggiosi convenuti. I militanti del suo sindacato, spesso confortati e concretamente aiutati da Federico, "quelli che non avrebbe avuto più la forza di guardare in faccia se fosse partito", al processo, negarono persino di essere iscritti, anche quando venivano messi di fronte alla prova schiacciante delle intercettazioni . Usciti dall'aula, come racconta lo stesso Saviano, si avvicinavano alla moglie di Sorrentino e chiedevano: "Signò, ho detto bene?"
Non c'erano i tanti politici che avevano assicurato la loro presenza (tra questi persino Violante, che aveva detto "verrò da questo eroe sconosciuto"). C'erano, però, tanti carabinieri a protezione della famiglia. C'era anche Roberto Saviano, che dalla disperazione di quella solitudine ha tratto una bellissima lettera, idealmente indirizzata a Federico.
Il parroco che officiava la messa era Don Franco Picone, l'erede di don Giuseppe Diana, ammazzato otto anni di prima dalla camorra. Don Franco elogiò l'esempio di vita di Federico, anche come cristiano, perché "nel vangelo non c'è scritto fatti i fatti tuoi, ma aiuta il prossimo, e lui l'ha fatto". Eppure, poco dopo la sua morte, molti dissero addirittura che era colluso con i camorristi.
Federico è stato ammazzato non solo per quella specifica vicenda di racket, ma perché era un personaggio libero e onesto, e, quindi, scomodo. E' stato spesso elogiato dagli investigatori come validissimo aiuto nelle loro indagini. I rappresentanti dello Stato, che lottano quotidianamente contro la criminalità, lo hanno rimpianto e lo rimpiangono tuttora. Lo Stato, però, lo ha dimenticato.
Me lo dicevi: "Robbè fuj, vattenne, via da qua. Qui al sud è impossibile vivere come un uomo". Quando ti rispondevo: "perché non te ne vai prima tu? Perché tu non emigri?" La tua risposta metteva paura: "io sono finito Robbè, io o vado avanti sino in fondo o è come se non avessi fatto niente. Ma tu puoi andartene. Puoi non farti fottere da questi." La tua era una battaglia disperata. Non pensavi di sconfiggerli ma almeno di far emergere qualcosa perchè non poteva sempre andare come sempre, non poteva tutto rimanere immutato. Non possono sempre essere loro a decidere, non può tutto andare come volevano. Sapevi che doveva pur esserci un modo per fermare i politici, i costruttori e le loro alleanze cementate con i clan...(Roberto Saviano, Nazione Indiana)
Forse, è venuto il tempo di ricordarlo, questo eroe piccolo piccolo.
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di Mariella Di Stefano
Fonte: http://www.oltregomorra.com/documenti/9803/148/162

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lunedì 2 febbraio 2009

FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per le Marche



La Regione Marche ha destinato circa 600.000 euro ad un pool di tre società, una RTI per l’esattezza, tra cui Redattore Sociale della Comunità di Capodarco, per progettare e realizzare una campagna di informazione e comunicazione relativa ai risultati del FESR, Fondo Europeo Sviluppo Rurale, docup ob 2 Marche 2000-2006, annualità 2007-08. Il compito svolto è stato sostanzialmente quello di aver organizzato cinque incontri informali, uno per provincia, allo scopo di informare e illustrare i progetti del Fesr.
L’offerta di gara presentata in Regione da queste 3 società, è risultata di poco inferiore rispetto alle altre società partecipanti ed è stata giudicata da una commissione tutta interna al Servizio. Il gruppo consiliare di AN ha presentato interrogazione al presidente della Regione Marche per sapere come si sia svolta la selezione e perché con commissione composta da soli membri interni della Regione e, soprattutto, per sapere se consideri necessaria una simile spesa di seicentomila euro per la realizzazione di cinque giornate.
Di seguito il testo del comunicato stampa e dell’interrogazione, e il breve trafiletto apparso sulla testata regionale del Corriere Adriatico, contenente addirittura il commento dell’Assessore Petrini. Il comunicato inoltre era stato mandato anche questa volta a tutte le redazioni regionali e locali, e apparso sull’Ansa, è stato ripreso soltanto dal Corriere Adriatico unitamente alle parole dell’Assessore
(si veda il post “Potere all’informazionedel 23 giugno 2008).
Chi prima arriva…
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COMUNICATO STAMPA
La Regione Marche, Assessorato alle Politiche Comunitarie, ha indetto nel marzo 2007 un bando di gara per l’affidamento dei servizi di “Progettazione e realizzazione della campagna di informazione, comunicazione, pubblicità, relativa alla conclusione del FESR”, annualità 2007/2008 per un importo pari a 600.000 euro. La gara è stata vinta dalla RTI formata da Conform srl di Roma, da Redattore Sociale srl di Capodarco di Fermo e da Brand Portal srl di Milano.
L’offerta, giudicata da una commissione di gara con componenti tutti interni al servizio “Politiche Comunitarie” e “Istruzione Formazione e Lavoro” della Regione Marche, è risultata di poco inferiore rispetto alle altre società partecipanti.
La “mole di azioni” - così come dice il decreto di autorizzazione alla spesa n. 46 del 29 giugno 2007 - sviluppate per diffondere le informazioni in merito alle esperienze del Docup, che ha reso necessaria la gara di appalto per un soggetto esterno, è consistita sostanzialmente in una campagna informativa, nella realizzazione di brochure e depliant e nell’organizzazione di cinque incontri di natura informale, uno per provincia. Tutto questo ha fatto scaturire la volontà da parte del capogruppo di An, Fabio Pistarelli, del vice capogruppo Franca Romagnoli, e di tutti gli altri consiglieri del gruppo di Alleanza Nazionale della Regione Marche, di approfondire la vicenda.
Per tale motivo hanno presentato un’interrogazione al Presidente Spacca, per sapere come si sia svolta la selezione e perché con commissione composta da soli membri interni della Regione e, soprattutto, per sapere se consideri congrua una simile spesa di seicentomila euro per la realizzazione di cinque incontri informali, sottraendo dette somme ad altri ben più utili impieghi per i territori, nello spirito dei fondi Fesr, anche in considerazione della grave situazione che stanno attraversando i territori stessi sotto il profilo socio-economico legato alla difficile congiuntura. E’ recente, infatti, l’appello dei sindaci, in particolare quelli del fermano, per raggiungere un serio ed equilibrato impiego dei fondi FESR, da non disperdere in azioni poco utili nell' affrontare l’attuale situazione.
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TESTO DELL'INTERROGAZIONE
Al Presidente
Assemblea Legislativa
SEDE

OGGETTO: INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE URGENTE
“Appalto per l’ affidamento dei servizi di progettazione e realizzazione di una campagna di informazione e comunicazione relativa ai risultati del Fesr, Fondo Europeo di Sviluppo Rurale - Docup Ob. 2 Marche 2000-2006. Annualità 2007/2008”
I Sottoscritti ..., Consigliere Capogruppo di Alleanza Nazionale e ...., Consiglieri gruppo Alleanza Nazionale

Premesso

Che la Regione Marche, Assessorato alle Politiche Comunitarie, ha indetto con decreto del Dirigente della P.F. Politiche Comunitarie n. 03/POC_03 del 09/03/2007 un bando di gara per l’affidamento dei servizi di “Progettazione e realizzazione della campagna di informazione, comunicazione, pubblicità, relativa alla conclusione del Docup Ob. 2 Marche 2000/2006”; in particolare la misura 4.1 “Assistenza tecnica Fesr” per l’annualità 2007-2008 prevedeva un importo base di € 600.000 (IVA esclusa);

Che, concluse tutte le procedure di giudizio preliminare, la commissione giudicatrice ha ammesso alla prosecuzione della gara SETTE società delle UNDICI di partenza;


Che la gara è stata vinta dalla RTI formata da Conform srl di Roma, da Redattore Sociale srl di Capodarco di Fermo e da Brand Portal srl di Milano;

Che detto raggruppamento (RTI Conform + Redattore Sociale + Brand Portal) è risultato vincitore con l’offerta pari a € 504.000, di 180 euro inferiore rispetto a quella presentata dalla società Pomilio Blumm di Pescara e pervenuta un’ora e mezzo prima;

Che le restanti CINQUE società partecipanti alla gara hanno presentato offerte che oscillavano tutte tra i 540.000 e i 560.000 euro;

Che è stato scelto di formare la commissione giudicatrice di gara con componenti tutti interni al servizio “Politiche Comunitarie” e “Istruzione Formazione e Lavoro” della Regione Marche;

Che comunque la campagna di informazione sul Fondo Europeo di Sviluppo Rurale (Fondo FESR) della Regione Marche, consiste nella realizzazione di CINQUE incontri nelle CINQUE province del territorio marchigiano, e nell’ideazione e realizzazione dell’immagine grafica della campagna, della produzione di materiali informativi e di comunicazione, della pianificazione sui mezzi locali;

Per quanto premesso con il presente atto si

INTERROGA il Presidente della Giunta PER CONOSCERE

Per quale motivo la commissione giudicatrice è composta da tutti membri interni alla Regione Marche, senza alcun componente esterno;

Se consideri necessaria e congrua la spesa della Regione Marche pari a € 600.000 per completare un progetto europeo di informazione e comunicazione del fondo Fesr sul territorio, da realizzarsi nell’arco di un solo anno attraverso n. 5 incontri illustrativi.
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Corriere Adriatico articolo del 30.01.2009
Petrini: “Sono considerazioni infondate”
Comunicazione Fesr Per An selezione dubbia
ANCONA - An ha presentato un’interrogazione sul bando di gara indetto dalla Regione per l’affidamento dei servizi di progettazione e realizzazione della campagna di informazione, comunicazione, pubblicità, relativa alla conclusione del Fesr 2007/2008 per un importo pari a 600.000 euro, vinta dal Rti formato da Conform srl di Roma, da Redattore Sociale srl di Capodarco di Fermo e da Brand Portal srl di Milano. L’offerta, “giudicata da una commissione di gara con componenti tutti interni al servizio politiche comunitarie e istruzione formazione e lavoro della Regione Marche - segnalano il capogruppo Pistarelli, il consigliere Franca Ronmagnoli e gli altri membri del gruppo - è risultata di poco inferiore rispetto alle altre società partecipanti”. Gli esponenti di An chiedono a Spacca “come si sia svolta la selezione, perchè con commissione composta da soli membri interni della Regione e, soprattutto, se consideri congrua una spesa di 600.000 euro euro per la realizzazione di cinque incontri informali, sottraendo dette somme ad altri ben più utili impieghi per i territori”. Considerazioni “infondate” secondo l’assessore alle politiche europee Petrini. La “campagna di comunicazione, peraltro obbligatoria - precisa -, si è articolata in una ricca pluralità di iniziative”. L’esito della campagna di comunicazione è stato quindi “positivamente valutato dall’organismo di sorveglianza del Programma Fesr 2000-2006”.
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