giovedì 1 ottobre 2009

Avvisi di garanzia: Giovanni Ranci e Antonio Aprile nel mirino della magistratura

L'inchiesta sulle presunte “consulenze d’oro” avviata dalla Procura della Repubblica di Ancona intorno al maggio del 2009, non ha subìto contraccolpi e battute d’arresto e di oggi è la notizia di due avvisi di garanzia per l’ospedale di rete dell'Inrca all’Aspio di Camerano: il primo notificato all’avv. Giovanni Ranci, segretario cittadino del Pd di Ancona, l’altro al Direttore Generale dell’INRCA, Antonio Aprile. Per la collaborazione di 6 mesi sullo studio di fattibilità del nuovo ospedale, affidatagli dall’INRCA, Ranci aveva percepito 60.000 euro. Sessantamila euro per sei mesi di lavoro. La consulenza, secondo l’accusa, sarebbe stata fittizia, un modo per conferire a Ranci la somma in cambio dei suoi buoni uffici di dirigente politico per la nomina di Aprile. Le domande dei magistrati: risponde ai crismi della correttezza formale quella consulenza? E la collaborazione di Ranci segue criteri di utilità ed efficacia per l’istituto di ricerca Inrca? Ranci non si scompone: “se Regione e Inrca hanno scelto così è nel loro pieno diritto”.
E l’Inrca in tutto questo cosa c’entra? “Secondo l’ipotesi della procura è un incarico che non sarebbe stato nell’interesse dell’Inrca, che non avrebbe avuto i presupposti dell’utilità per l’istituto”.
I sospetti di irregolarità sono ora tutti da provare, ma con due avvisi di garanzia si aprono almeno gli interrogatori sia per Ranci che per Aprile. Il 9 ottobre infatti comincerà Ranci che sarà sentito dai magistrati.
E’ bene ricordarlo, la consulenza finita nel mirino, di 60.000 euro per sei mesi, all'avv. Ranci, segretario cittadino del Partito Democratico di Ancona, è stata data proprio nel periodo in cui Don Albanesi era in carica come presidente dell’INRCA…
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"Non ho nessun problema al riguardo". Nel mirino della magistratura anche il manager dell’Inrca Due avvisi per l’ospedale di rete: Indagati Ranci e Aprile. L’ipotesi: consulenza fittizia in cambio di buoni uffici per la nomina del Dg
Ancona - La maxi inchiesta della procura sugli incarichi “facili” assegnati dagli enti pubblici getta lo sguardo anche sul segretario del Partito democratico Giovanni Ranci e sul dg dell’Inrca Antonio Aprile. Si sapeva che nel mirino degli inquirenti impegnati a passare al setaccio le collaborazioni esterne contro la sprecopoli della politica fosse finita pure la consulenza affidata dall’Inrca per la progettazione dell’ospedale dell’Aspio a Ranci, nelle vesti di stimato professionista. Ora il nome dell’avvocato risulta iscritto nel registro degli indagati. La consulenza, secondo l’accusa, sarebbe stata fittizia, un modo per conferire a Ranci la somma in cambio dei suoi buoni uffici di dirigente politico per la nomina di Aprile. Per capire la vicenda occorre fare un passo indietro, all’iter tormentato della realizzazione dell’ospedale di San Sabino di Osimo. Nel novembre del 2005 sembrava aver imboccato la strada giusta. Era stato presentato in Comune, il sindaco Latini aveva annunciato il coinvolgimento di un gruppo di aziende pronte a pagare sei dei trenta milioni di spesa previsti. Troppo poco, per l’Autorità di vigilanza, al confronto con gli enormi benefici che i privati avrebbero tratto dalla “finanza di progetto”, con la gestione di tutta una serie di servizi offerti dal nuovo ospedale. Tanto bastava per stoppare la procedura, finita prima nei fascicoli della Corte dei conti e poi tornata negli uffici della Regione. Un groviglio giuridico-amministrativo con sentenze del Tar contro l’annullamento della Regione e ricorso al Consiglio di Stato. Ranci che c’entra in tutto questo? Per due volte aveva ottenuto dall’Asur il mandato di seguire gli aspetti giuridico-amministrativi del project financing dell’ospedale di san Sabino. Aveva ricevuto compensi per circa centomila euro. Poi, proprio perché conosceva la situazione pregressa, una volta naufragato il progetto di Osimo, l’Inrca lo ha scelto “quale componente del gruppo di lavoro per la previsione di un team di project management per lo studio di un nuovo ospedale di ricerca” all’Aspio di Camerano. Sessantamila euro per sei mesi di lavoro. Le domande dei magistrati: risponde ai crismi della correttezza formale quella consulenza? E la collaborazione di Ranci segue criteri di utilità ed efficacia per l’istituto di ricerca? Ranci non si scompone. “Non ho nessun problema al riguardo, ho ricevuto una richiesta per una consulenza e l’ho fatta. Prima per San Sabino e poi per la seconda localizzazione all’Aspio “che ho salvato al Tar e proprio ieri ho discusso al Consiglio di Stato a Roma”. I sospetti di irregolarità sono tutti da provare. “Non vedo dove siano i dubbi, i magistrati indaghino pure”, aveva commentato mentre stava avanzando l’offensiva degli inquirenti su incaricopoli. “Sono 40 anni che faccio consulenze, e grazie a Dio continuo a farle”, aveva osservato. I 60 mila euro per la collaborazione sullo studio di fattibilità del nuovo ospedale? “Se Regione e Inrca hanno scelto così è nel loro pieno diritto”, aveva tagliato corto. E.C.

Gramillano: “La coalizione è compatta, non ci saranno veti sulle mie prerogative” I dipietristi sono in attesa ; Il caso Ranci irrompe nella crisi Bufera nel Pd: l’avvocato si dimette da segretario dopo l’avviso di garanzia. Nomine, l’Idv detta le condizioni
Ancona - Si è dimesso all’istante. E il Pd resta senza guida proprio nella fase della crisi in Comune. Ieri mattina a Giovanni Ranci è stata notificato l’avviso di garanzia per l’incarico sul nuovo ospedale dell’Inrca e nel pomeriggio l’avvocato ha lasciato la carica di segretario cittadino dei democratici, con una comunicazione alla presidente Stefania Benatti. Un colpo sull’altro per il Pd, dopo le dimissioni di Sturani per una crisi partita dall’avviso di garanzia su Ccs. Ranci aveva assunto la guida del partito proprio a febbraio dello scorso anno, all’indomani del coinvolgimento di Sturani nell’inchiesta. Sempre più le vicende giudiziarie si intrecciano con quelle politiche: a luglio si è dimesso l’assessore Prc Belligoni per una richiesta di rinvio a giudizio. Una giornata di fuoco, partita con la mediazione dell’Idv e conclusa con la maggioranza da Gramillano per ricucire lo strappo di lunedì: sulla sfiducia alla Panzini si sono sfilati cinque voti dalla maggioranza, tra Idv e Pdci.
Ranci resta a Prometeo
Si è dimesso da segretario Pd, perché “non me la sento di seguire”, dice Ranci. L’avvocato non lascia Prometeo (in questi giorni in ballo all’Idv). Anzi, rilancia. “Resto presidente e voglio rimanere anche l’anno prossimo - dice -. Avevo qualche idea di non ripresentare la mia candidatura dopo dieci anni di presidenza, ma se le cose stanno come stanno, la ripresenterò alla scadenza. Poi sceglieranno i soci, tra un presidente che ha creato dal nulla una società che è la prima nelle Marche per l’energia e chi vorranno loro”. La nota di Gramillano
“Non posso che apprezzare la sua correttezza umana e politica - dice di Ranci Gramillano in una nota -. Correttezza sulla quale sono stati basati sempre i nostri rapporti. Per questo voglio credere che, in tempi brevi, il percorso giudiziario arrivi ad un punto tale da dissipare qualunque ombra sull’operato di Giovanni. Il Pd saprà dimostrare la propria forza anche in un momento come questo. Sono convinto che i valori sani sui quali si sta costruendo il confronto politico del partito saranno gli stessi che permetteranno al Pd di ritrovare la compattezza necessaria per il buon governo di cui tutti abbiamo bisogno”. Tamara Ferretti, coordinatrice al primo circolo, parla delle dimissioni come di un gesto di grande responsabilità”. Domani l’assemblea
Resta confermata l’assemblea Pd di domani, dove Ranci doveva presentare la nuova segreteria e la crisi doveva tenere banco. Invece ora c’è da cercare un nuovo segretario e il compito non sarà facile, peraltro in pieno congresso. Ad Ancona ha vinto Franceschini, nelle Marche Bersani... E servirà un segretario in grado di reggere la difficile situazione in Comune. La diplomazia è al lavoro. Le strade sono due: confermare il congresso ad aprile con una guida di transizione o arrivare subito al congresso (ma manca il regolamento). Di certo, tutti vogliono tenere la situazione sotto controllo, almeno fino alle elezioni regionali di marzo. Tanto che Ucchielli richiama all’unità.
Nomine sul filo. Assente Ranci, il Pd era rappresentato dal segretario provinciale Emanuele Lodolini e dal capogruppo Pierfrancesco Benadduci, chiamato dal sindaco, al vertice di ieri, in cui la maggioranza ha ribadito la necessità di un cambio di marcia dell’amministrazione. C’erano Pdci, Prc, Ps e Idv. E’ stato Gramillano a comunicare di Ranci. Resta qualche fibrillazione. “La maggioranza tutta ha ribadito la volontà di proseguire compatta nel percorso iniziato senza porre veti su nessun tipo di scelta dovrò affrontare, riconoscendo una prerogativa del ruolo che sono chiamato a ricoprire”, sottolinea il sindaco in una nota, dando appuntamento alla maggioranza all’incontro di sabato per una “giornata di lavoro sui progetti che caratterizzeranno il governo della città nei prossimi mesi”. Sintesi incamerata da diversi partiti di maggioranza, con l’Idv che resta però in attesa di risposte. Il partito non dà carta bianca, chiede un cambio di marcia nella gestione delle nomine, con l’indicazioni di tecnici al posto di politici. Quanto allo Stabile, il Pd ha ribadito la sua posizione sul fatto che sia il sindaco a guidare il Teatro nella fase della regionalizzazione, mentre l’Idv chiede l’esatto contrario. Per rimpasti e cambi di maggioranza bisogna attendere, ma nel Pd si lavora per allargare: se l’Idv non ci starà, si tenterà la via di Sinistra per Ancona (e un domani con Tomassetti se Galeazzi lascerà lo scranno). Intanto, a proposito dello Stabile e delle indiscrezioni trapelate dall’Idv su un Sms di sostegno inviato dalla presidente della Provincia, la Casagrande fa sapere che su questioni così rilevanti non bastano Sms che peraltro, dice, non sono mai stati inviati. A.C.
fonte: http://www.corriereadriatico.it/ cronaca di Ancona

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