giovedì 16 aprile 2009

Il terremoto ad Annozero

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Sento il dovere morale e civile di dire la mia riguardo a tutta la bufera che si è scatenata intorno a Santoro e alla sua trasmissione e per questo ho deciso di mettere nel blog l’intera puntata di Annozero andata in onda il 9 aprile sul terremoto in Abruzzo. Io quella sera ho seguito interamente la trasmissione e gli interventi di ciascun ospite dentro e fuori studio, dal divano della mia casa nonostante la scossa di terremoto arrivata inesorabile alle 21.39 a farsi sentire persino nelle Marche, mi abbia terrorizzato per l’ennesima volta in questi giorni. Mi rendo conto però che a scuotermi di più è il torpore delle coscienze benpensanti del nostro paese, mi terrorizza ancor di più il distacco, la fragile e ambigua presa di posizione di certe figure che dicono di predicare alti valori, quando nella sostanza dei fatti non ci sono mai ad appoggiare l’operato e il pensiero di chi ha ancora il coraggio delle idee, come sempre dimostra di fare e avere Michele Santoro e tutta la sua redazione. Non ho avuto bisogno di rivedermi la puntata, perché ogni suo passaggio è ancora chiaro e nitido nella mia mente, giudicando il modo di esporre i fatti, quella sera, il migliore degli ultimi tempi. Per tale ragione non intendo affatto soffermarmi sui singoli spunti polemici venuti fuori in questi giorni, e d’altro canto ci pensano bene i nostri politici e tanta gente comune che “urla” infuriata sui blog alla disfatta vergognosa e impietosa che Santoro ha offerto del terremoto in Abruzzo. Banale dire che sono totalmente in dissenso con la polemica che si è creata. E per ragioni ben precise. In primo luogo perchè trovo che la visione che Santoro ha voluto offrire e indagare nella puntata della scorsa settimana, riveli grande profondità e induca a riflessioni serie su quanto poteva essere fatto prima, su cosa e come si poteva prevenire, pianificare e contenere una catastrofe con i suoi migliaia di sfollati. La provocazione di Santoro è stata una provocazione, a mio avviso, culturale, intellettuale, sapientemente politica e non ho mai percepito in tutta la trasmissione toni violenti e irrispettosi verso coloro che sono corsi in aiuto subito dopo l'accaduto in Abruzzo. Non era questo il punto di attenzione: non il dopo, ma il prima. Ancor di più mi offende, e mi fa sentire sempre più lontana dal comune sentire, il modo in cui alcuni noti politici “di sinistra” prendano le distanze da chi dovrebbero invece sostenere, appoggiare, di cui dovrebbero condividerne istanze e, perchè no, provocazioni. Amareggia confermare una volta di più che “Obbedire senza fiatare garantisce la permanenza nel giro di quelli che contano, e brillanti carriere. La disobbedienza e la critica ti tagliano fuori. L’etica dell’obbedienza celebra i suoi fasti anche nel mondo della comunicazione”. [Il Ritorno del Principe, Roberto Scarpinato - Saverio Lodato].
Tralascio i commenti di alcuni esponenti della maggioranza, vanno da soli, ma non posso sorvolare sulle parole del segretario del Pd Franceschini che dice "A me personalmente quella trasmissione non piace molto, ritengo ci siano troppe persone che pensano di avere la verita' in tasca sempre e comunque. Ma ritengo che anche le cose che non piacciono non debbano essere censurate dalla politica". Io personalmente ritengo che il suo incipit contenga il significato più profondo della sua posizione, mai compromettente. E ritengo, inoltre, che non prendere mai posizioni nette e decisive significhi non avere idee e, nelle peggiori delle ipotesi, coincida con l'allineamento perfetto al sistema berlusconiano, oggi tanto di moda in entrambi gli schieramenti, eccezion fatta per pochi. E dalla sinistra, francamente, ci si aspetterebbe ben altro coraggio e spessore. Almeno Arturo Parisi, col suo premabolo discutibile, ha avuto l'intelligenza di dire “il tono di Annozero è stato, come spesso, inutilmente gridato, e nell'occasione talvolta sgradevole. Ripetiamo pure il nostro sincero apprezzamento per la generosità e la efficienza dell'azione nell'emergenza dei Volontari, della Protezione Civile, e dello stesso Presidente del Consiglio. Resta tuttavia la pertinenza e il rilievo delle domande poste nel corso programma, domande che, attendono risposta nell'interesse di tutti. Non confondiamo il tono delle risposte con la pertinenza delle domande, e, comunque il diritto e il dovere della libertà di informazione". Per ciò che riguarda la decisione di sospendere Vauro dalla trasmissione, scaturita dai vertici Rai, concordo a pieno con L'Unità: Vauro “appare la vittima più facile, la vittima perfetta. Il ragionamento, al settimo piano di Viale Mazzini, è semplice: anche il Pd ha scaricato Santoro, si può procedere”. Questo è il modo dell'Italia dei potenti di dare segnali.
Concludo, con la tristezza nel cuore, riportando un pezzo di un romanzo, caso letterario del 2007 in Francia, dal titolo L'eleganza del riccio di Muriel Barbery, “il mio pensiero del giorno” che mi auguro diventi comune pensiero in difesa di un giornalista come Michele Santoro che con le sue puntate ci aiuta “a vedere al di là delle nostre certezze”:
Ecco quindi il mio pensiero del giorno: per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre. Può sembrare banale, eppure credo che sia profondo. Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Ladurée a madame de Broglie, non fa che raccontare a se stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il proprio sapore; quando papà beve il caffè leggendo il giornale, si contempla in uno specchio tipo autosuggestione cosciente del metodo Coué; quando Colombe parla delle conferenze di Marian, blatera davanti al riflesso di se stessa, e quando le persone passano davanti alla portinaia, non vedono nulla perchè lì non si vedono riflesse. Io invece supllico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno”.

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