venerdì 23 gennaio 2009

Mala tempora currunt


Quella che segue è la situazione interna a Rifondazione Comunista nella Regione Marche. L’anno comincia sotto i migliori auspici a quanto pare… Alle soglie dell’elezione del nuovo segretario regionale, uno dei candidati, attuale direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria Marche, viene accusato (per la verità indagato insieme a un altro dirigente Ars) dalla Procura di Ancona di aver favorito un consulente ritoccando una delibera di giunta regionale. Così all’interno dell’Ars sembra sia stato “confezionato un bando su misura adattandolo ai requisiti di un consulente gradito, al punto da renderlo candidato unico”. L’intenzione, secondo la Procura, era quella di avvantaggiare Alberto Balducci, 76 anni, trascorsi diessini, già in passato consulente per l'economia sanitaria al Servizio Sanitario Regionale, dove collaborava con il super manager Giuseppe Zuccatelli, permettendogli di “ottenere un incarico di collaborazione coordinata e continuativa della durata di tre anniper un importo di oltre 270 mila euro, “senza regolare procedura di selezione”.
Di seguito una breve rassegna stampa di quanto sta accadendo: da una parte le sorti del partito di Rifondazione Comunista che deve scegliere il suo segretario regionale tra il senigalliese Maurizio Belligoni e il pesarese Marco Savelli. D’altro canto per il Direttore dell’Ars, il senigalliese Maurizio Belligoni appunto, mala tempora currunt….


Eletto il comitato politico: nominerà il segretario Brandoni cede il testimone “Verifica di maggioranza”
ANCONA - Ci vorrà ancora una decina di giorni per conoscere nome e volto del nuovo segretario regionale di Rifondazione comunista. La certezza è che, dopo otto anni, Giuliano Brandoni lascia l’incarico. E ieri durante la seconda e ultima giornata del congresso del partito, organizzato a Monte San Vito, è stato eletto il nuovo comitato politico regionale che avrà il compito di indicare la nuova guida: saranno in 35 a dover scegliere tra il pesarese Marco Savelli, a capo della segreteria di Pesaro, e Maurizio Belligoni, senigalliese, direttore dell’Agenzia regionale della Sanità. Il comitato che dovrà sciogliere il nodo “comprende tutte le anime del congresso” ci tiene a sottolineare il segretario uscente. Una precisazione minata dalle voci che corrono a margine dei lavori: il comitato è diviso a metà, si mormora, una composizione che sarebbe la cartina tornasole dei malumori che serpeggiano all’interno del partito. “La soluzione - incalza Brandoni - si troverà nella mozione che ha vinto il congresso”.E se per conoscere il nuovo leader ci vorranno dieci giorni, per sapere la linea politica che continuerà a essere è sufficiente leggere tra le righe del documento politico approvato in serata dall’assemblea. A Brandoni il compito di sintetizzare i contenuti. “Si è ribadito - fa sapere - il risultato congressuale di Chianciano”. La traduzione del concetto vale una indicazione elettorale: “Ci presenteremo con il simbolo di Rifondazione alle prossime elezioni provinciali e alle comunali che riguardano tutte quelle città con più di 15 mila abitanti”. Altro punto del documento: il comitato politico si impegna a definire una proposta programmatica con cui aprire una verifica nella maggioranza regionale. “Una verifica - va di evidenziatore Brandoni - dagli esiti aperti e condizionata dai risultati che guardano al sociale e al sostegno delle fasce più deboli nel contesto dell’attuale crisi economica”. Non poteva mancare un riferimento deciso alla questione-Ascoli: il nodo è quello del presidente della Provincia, Massimo Rossi, unico caso in Italia di una guida Prc, sulla cui candidatura è in atto uno scontro con il Partito democratico. “Ascoli - ribadisce il documento - è la pietra angolare con cui Rifondazione misurerà le alleanze nel resto della regione”. Semplifica Brandoni: “Non possono metterci all’angolo dove abbiamo un ruolo così determinante e tenerci buoni dove facciamo comodo per far tornare i conti della maggioranza”.
Fonte: Corriere Adriatico - Articolo del giorno 01/12/2008 Regione

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Falso e abuso d’ufficio per i ritocchi a una delibera di giunta regionale che avrebbero avvantaggiato Alberto Balducci, non richiedendo la laurea e valorizzando esperienze nel settore pubblico
Il direttore Belligoni e il dirigente Marcobelli accusati di aver favorito un consulente
Bando truccato, Ars sott’inchiesta
ANCONA - Una delibera della giunta regionale ritoccata ad arte per affidare un incarico triennale da 270 mila euro in materia sanitaria. La procura ritiene che ci sia lo zampino dei vertici dell’Ars, l’agenzia regionale per la sanità, che avrebbero confezionato un bando su misura adattandolo ai requisiti di un consulente gradito, al punto da renderlo candidato unico. In un nuovo capitolo dell’indagine sulle consulenze degli enti pubblici - che ha già coinvolto l’Irnca, la società regionale “Irma” e lo Svim - sono accusati di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio il direttore dell’Ars Maurizio Belligoni, senigalliese di 58 anni, e il dirigente della stessa agenzia regionale Alberico Marcobelli, 56 anni di Jesi. Recentemente hanno ricevuto un avviso di chiusura indagini, insieme al consulente che avrebbe beneficiato del “maneggio”, il fabrianese Alberto Balducci, 76 anni, indagato per concorso esterno negli stessi reati perché avrebbe istigato i due dirigenti dell’Ars a modificare la delibera della giunta regionale numero 287 del 5 aprile 2007. Ora i tre indagati (difesi nell’ordine dagli avvocati Domenico Liso, Paolo Pauri e Giacomo Curzi) hanno venti giorni per presentare memorie difensive, chiedere altre indagini o farsi interrogare per convincere la procura ad archiviare le accuse anziché chiedere un processo. Due le correzioni apportate alla delibera di giunta nella parte i cui definiva i requisiti per ottenere un incarico di collaborazione coordinata e continuativa per l’attuazione e il monitoraggio del piano regionale sanitario. Ci sarebbe stato aggiunto il requisito della “cultura universitaria o equivalente”, espressione che secondo la procura “ammiccava” a una laurea honoris causa di cui era in possesso Balducci, priva però di valore giuridico. E nella parte in cui il bando richiedeva una “posizione dirigenziale o di consulenza aziendale”, sarebbero state inserite le parole “in enti pubblici o privati superiore a dieci anni”. Ad alterare materialmente il testo sarebbe stato il dirigente Marcobelli, d’accordo con Balducci, mentre il direttore Belligoni (proprio in queste settimane in corsa per diventare segretario regionale di Rifondazione comunista) è indagato per aver approvato l’avviso di selezione pubblica nel quale erano state apportate le alterazioni, violando le norme sul buon andamento, la regolarità e trasparenza della pubblica amministrazione. Il procuratore capo Vincenzo Luzi, nell’avviso di chiusura indagini firmato pochi giorni fa, sottolinea che con quelle due “correzioni” i dirigenti dell’Ars avrebbero di fatto aggiustato il bando alle caratteristiche di Alberto Balducci. L’obiettivo, secondo l’ipotesi d’accusa, era quella di restringere il novero dei possibili concorrenti, tanto che alla fine l’unica domanda fu proprio quella del manager fabrianese, trascorsi diessini, già in passato consulente per l'economia sanitaria al Servizio Sanitario Regionale, dove collaborava con il super manager Giuseppe Zuccatelli. La procura ritiene singolare non aver indicato la laurea quale titolo di studio richiesto (non in possesso di Balducci, diplomatosi perito chimico cartaio, ex dipendente Montecatini), accettando anche una “cultura equivalente a quella sanitaria”. Ma ciò che insospettisce ancora di più è l’aggiunta tra i requisiti necessari dell’esperienza maturata “in enti pubblici o privati superiore a 10 anni”, una dote che proprio Balducci indicava nel suo curriculum.L’intenzione, secondo la procura, era quella di avvantaggiare Balducci permettendogli di “ottenere un incarico di collaborazione coordinata e continuativa della durata di tre anni” per un importo di oltre 270 mila euro, “senza regolare procedura di selezione”.
Fonte: Corriere Adriatico Articolo del giorno 19/12/2008 Regione
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La difesa dei funzionari indagati “Nessuna combine E’ stata una svista”
ANCONA - Maurizio Belligoni non commenta. Il direttore dell’Agenzia regionale della sanità, senigalliese, ex direttore di Zona a San Benedetto del Tronto, ora è in ballottaggio con Marco Savelli per la poltrona di segretario regionale di Rifondazione comunista, lasciata libera da Giuliano Brandoni. Dell’inchiesta non vuole parlare: “Che dire, ne sapete più di me come sempre accade in questi casi”. Silenzio anche da Alberto Balducci, fabrianese. “Non ho ricevuto alcuna comunicazione da parte della procura, quindi non sono in grado di commentare”.La tesi difensiva dei dirigenti Ars s’intuisce però da quanto hanno già sostenuto negli interrogatori davanti agli inquirenti. Alberico Marcobelli, difeso dall’avvocato Paolo Pauri, ha negato assolutamente di aver agito in combine con Alberto Balducci. Le due modifiche erano state pensate per affinare il bando dopo una prima stesura. Per quando riguarda il titolo di studio, ad esempio, la laurea non era prevista per una norma generale, ma senza indicare “cultura universitaria o equivalente” c’era il rischio che si presentasse un candidato con la quinta elementare. Marcobelli sostiene che si era discusso all’Ars di fare queste aggiunte, poi però si decise che non valeva la pena rimettere mano alla delibera. Alla fine, per una dimenticanza o una svista, quelle modifiche sarebbero rimaste nel bando di gara ma non nella delibera di giunta. Un errore, insomma. “Le due modifiche non spostavano niente nel bando - dice l’avvocato Pauri -, non sono state fatte certo per favorire questo o quel candidato. Balducci aveva tutti i requisiti per aggiudicarsi comunque l’incarico”.
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Bando “truccato”
Consulenze facili: chiuse le indagini preliminari sull’Ars
Dopo quello dell’Inrca e dell’Irma, la Procura della Repubblica di Ancona ha chiuso un altro filone della maxi inchiesta sulle presunte “consulenze d’oro” che la Regione Marche ed alcune sue società partecipate avrebbero affidato a professionisti esterni. Il Procuratore capo dorico, Vincenzo Luzi, ha disposto la chiusura delle indagini preliminari a carico di Maurizio Belligoni, direttore generale dell’Agenzia regionale sanitaria, di Alberico Marcobelli, responsabile dell’area economica dell’Agenzia, e di Alberto Balducci, dirigente d’impresa fabrianese. I tre erano finiti nel mirino degli uomini della polizia giudiziaria che stavano investigando su una modifica, rispetto alla deliberazione di giunta, apportata ad un bando di selezione pubblica indetto dall’Ars al fine di renderlo conforme alle caratteristiche di uno specifico consulente, cui doveva essere affidata un’attività si screening sui bilanci dell’Agenzia. Unico a candidarsi per quell’attività fu proprio Balducci, già consulente esterno della Regione. Il “giro di vite” sulle consulenze facili ha già sortito effetti in regione. È di pochi mesi fa la chiusura delle indagini preliminari a carico di alti funzionari dell’Inrca (il direttore generale Antonio Aprile, il direttore amministrativo Irene Leonelli e il suo predecessore Carlo Cesti) che, secondo l’accusa, avrebbero affidato incarichi consulenziali senza seguire la procedura imposta dalla legge. All’Irma, la società che gestisce il patrimonio immobiliare della Regione, rischiano invece il rinvio a giudizio Massimo Pellegrini, ex dirigente regionale, e l’architetto Vittorio Salmoni, sotto inchiesta per una consulenza riguardante l’ex palazzo delle Ferrovie di Piazza Cavour, ad Ancona. Un altro filone d’indagine - incentrato sull’attività della Svim, la società di sviluppo del territorio della Regione Marche - è ancora in corso.
Fonte: Edizione 277 del 23-12-2008 opinione.it

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