lunedì 29 settembre 2008

I DisSOCIAti

“Non possiamo permettere che l’abbandono continui: ce lo impediscono il rispetto delle persone, la democrazia che diciamo di praticare, la civiltà di cui ci sentiamo orgogliosi.
Non è possibile che si affermi, nel nostro mondo, il predominio di una cultura composta da forti, sani e visibili”
don Vinicio Albanesi [COLLANA PACEINSIEME... libri neri a cura del C.N.C.A.]
.
Non ho più rapporti con nessuno della Comunità di Capodarco da poco più di un anno, da quando cioè ho deciso di andare ad Annozero a raccontare quanto mi ero trovata a vivere negli uffici regionali dell'Ars Marche.
A seguito della convocazione formale dell’Assemblea dei Soci della Comunità di Capodarco, di cui ero membro, arrivatami con raccomandata postale da Don Vinicio Albanesi, Presidente delle Comunità di Capodarco, nei primi giorni di settembre 2008, ho deciso di inviare al Presidente della Comunità la mia lettera di dimissioni da membro dell'Assemblea dei Soci. L’Assemblea ha avuto luogo il giorno 27 Settembre. Di seguito il testo della lettera spedita il 10 settembre 2008.
.

Al Presidente della Comunità di Capodarco, don Vinicio Albanesi
A tutti i soci della Comunità di Capodarco di Fermo

OGGETTO : DIMISSIONI DA QUALITA’ DI SOCIA DELLA COMUNITA’ DI CAPODARCO
.
Con preghiera di leggere le mie comunicazioni in sede di Assemblea
.
Gentili soci tutti della Comunità di Capodarco,
sono qui a rassegnare le mie dimissioni per alcuni evidenti motivi. Col dolore e il dispiacere nel cuore nei confronti di tutti gli ospiti giovani e meno giovani della Comunità, amici e volontari, verso i quali conservo un piacevolissimo ricordo e grande affetto per tutto il tempo passato insieme, le vicende susseguitesi negli ultimi tempi mi vedono costretta ad allontanarmi in maniera definitiva dalla Comunità di Capodarco. E questo, ripeto, con immenso dispiacere nei confronti di chi mi ha sempre sostenuto, accolto e manifestato amicizia, stima e grande affetto.
.
I motivi che mi hanno spinto a rassegnare le mie dimissioni riguardano le divergenze sorte in ordine alla gestione della Comunità in senso stretto, laddove l’aspetto economico/politico prende il sopravvento sull’attività sociale dell’ente e sullo spirito originario di cooperazione e solidarietà, proprio della Comunità di Capodarco.
Chiedo pertanto che vengano accolte le mie dimissioni a far data immediata da questa assemblea dei soci.
.
Cordialmente
Cristina Corradetti
.
Questo è quanto si legge all’interno dello Statuto della Comunità di Capodarco Scarica lo statuto
.
Articolo 2 - Finalità
La Comunità di Capodarco persegue le seguenti finalità:
a) lo sviluppo integrale della persona, con particolare attenzione agli emarginati;
b) la rimozione di ogni ostacolo alla salute fisica e psichica delle persone, al pieno sviluppo della
loro personalità nel rispetto della cultura, dei valori e dello spirito creativo di ciascuno;
c) l’effettiva partecipazione democratica alla vita sociale di ogni persona, attraverso la lotta contro tutte le forme di emarginazione. Per la matrice cristiana di parte dei suoi membri e per l’esperienza di servizio all’uomo di tutti, la Comunità di Capodarco è luogo di incontro e di confronto tra quanti, pur variamente ispirati sul piano ideologico e culturale ne condividono lo spirito e l’impegno vitale.
Articolo 4 - Organizzazione
La Comunità di Capodarco è organizzata in:
a) Comunità locali, composte da soci e dotate dei seguenti organismi:
- Assemblea dei Soci
- Consiglio Direttivo
- Presidente della comunità locale
- Tesoriere
- Collegio dei Revisori dei Conti
b) Comunità generale dotata dei seguenti organismi:
- Assemblea generale
- Consiglio generale
- Presidente della Comunità Generale
- Tesoriere della Comunità Generale
- Comitato Esecutivo
- Segretario Generale
- Collegio dei Revisori dei Conti.
Le cariche di Presidente, di Tesoriere, di Segretario Generale e membro del Collegio dei Revisori
dei conti non sono cumulabili.
Articolo 5 - I soci
Sono soci della Comunità di Capodarco le persone, in età adulta, che ne condividono lo spirito e la prassi e che s’impegnano a perseguire attivamente i fini associativi stabiliti nel presente Statuto. La comunione e la condivisione degli ideali e della vita pratica costituiscono caratteristica peculiare dei membri della Comunità di Capodarco. I soci debbono appartenere alle rispettive comunità locali. Ogni tre anni i soci sono chiamati a riconfermare la propria adesione alla Comunità di Capodarco. Il socio perde la sua qualità di membro della Comunità di Capodarco qualora attui comportamenti attivi od omissivi che contrastino con i punti a), b) e c) dell’art.2. La deliberazione con la quale si dichiara la decadenza del socio è adottata dall’Assemblea della rispettiva comunità locale, oppure dal Consiglio Generale. Contro la decisione dell’Assemblea della comunità locale può essere proposto ricorso al Consiglio Generale; contro quest’ultimo provvedimento è esperibile il ricorso all’Autorità Giudiziaria ordinaria, con le modalità previste dalle vigenti leggi.

Leggi Tutto...

giovedì 18 settembre 2008

Procedimento penale e civile in corso

Proprio ieri, mercoledì 17 settembre 2008, sono ricominciate le udienze del processo civile intentatomi da Marcello Secchiaroli, ex assessore alle Politiche Sociali della Regione Marche, con una richiesta di risarcimento danni per diffamazione a mezzo stampa pari a 500mila euro. Trascinati con me in tribunale anche la Rai e Santoro. Il Signor Marcello Secchiaroli ha deciso di procedere in sede civile a seguito delle mie dichiarazioni nella trasmissione di Michele Santoro "Annozero", nella puntata di giugno "Cavalli di razza", intervistata da Beatrice Borromeo.
Ieri ha avuto luogo il mio interrogatorio formale richiesto da Secchiaroli dinanzi al Giudice del Tribunale di Pesaro; i primi due testimoni (otto in totale) di Secchiaroli sono stati rinviati al 10 dicembre h. 11.30, data della prossima udienza.
.
Parallelamente, il procedimento penale aperto d’ufficio a giugno, subito dopo la trasmissione, dalla Procura della Repubblica di Ancona per valutare eventuali estremi di reato perseguibili come l'abuso d'ufficio e/o peculato nei confronti di Marcello Secchiaroli, e che da semplice persona informata sui fatti mi considera parte offesa dello stesso procedimento, non è a tutt'oggi concluso, ma risulta ancora nella sua fase operativa e di svolgimento.
.
Data la fase delicata dei procedimenti penale e civile che stanno facendo il loro corso, ho deciso di sospendere per un po’ di tempo il blog, per ritornare più carica e con documenti alla mano.
.
Sono ritornata ad Annozero il 28 febbraio 2008 nella puntata "Liste Pulite". Di seguito il video dell'intervista.

Leggi Tutto...

martedì 9 settembre 2008

Calzado Vinicio: la scarpa solidale per la Coop

" Stop World Poverty"

Il 16 maggio 2008 è stata ufficialmente presentata la campagna Coop “Stop World Poverty” (2008-2010), una grande campagna contro la povertà e la fame, che prevede la realizzazione di 14 progetti equosolidali per aiutare le popolazioni di tre continenti del sud del mondo. Fra questi 14 progetti, ne spicca uno in prticolare, realizzato in collaborazione con la Comunità di Capodarco: le scarpe “Solidal Coop” dall’Ecuador. In Ecuador è stata avviata dalla Comunità di Capodarco una cooperativa, la ‘Calzado Vinicio’, dal nome del suo Presidente don Vinicio Albanesi, che produce scarpe e fornisce lavoro alle persone disabili e non, del luogo. Dal 2005 la cooperativa ha avviato un ‘proficuo rapporto con Coop Adriatica per la realizzazione di una scarpa tipo Clark. Questo progetto ne permetterà lo sviluppo e la commercializzazione all’interno della linea Solidal della Coop. I partners sono Fundaciòn Chankuap, VIS, Comunità internazionale Capodarco’. Il progetto è stato possibile grazie anche all'impegno del responsabile del progetto scarpe per Capodarco Enrico Quarello, Presidente della Comunità di Capodarco Veneto e membro del Consiglio d’Amministrazione Nazionale di Capodarco. Enrico Quarello è inoltre membro del CdA di COOP Adriatica e Presidente di Zona Soci Veneto 1 COOP. Di seguito una breve rassegna stampa sulla presentazione della campagna Coop “Stop World Poverty”.
.
Arrivano dall'Ecuador le scarpe ''Solidal'' firmate Coop e Cica
Al via il progetto a sostegno della cooperativa di produzione ecuadoriana ''Calzado Vinicio'': impiega 50 soci lavoratori, di cui 26 disabili. 140 mila euro il finanziamento complessivo 16 maggio 2008 ROMA - Comunità internazionale di Capodarco e Coop insieme per sostenere i campesinos disabili dell'Equador. E' uno dei progetti della campagna Coop "Stop world poverty”, presentata oggi in conferenza stampa, attraverso cui Coop prosegue il suo impegno nella cooperazione allo sviluppo, in sinergia con Ong, associazioni e cooperative. Il progetto, che avrà un costo complessivo di 146.000 e sarà in parte a carico di Cica, in parte a carico di Coop, sosterrà la cooperativa di produzione “Calzado Vinicio”, nel distretto di Penipe: qui, nel 1992, la Comunità di Capodarco ha dato vita a una struttura di accoglienza per persone con disabilità psichica e fisica e a diverse attività sociosanitari. La cooperativa offre oggi lavoro a 50 soci, si cui 26 sono disabili. Dal 2005 di è avviato un rapporto con Coop per la produzione della Scarpa Solidal Coop: ad oggi sono stati selezionati i modelli (tipo Clarks) e realizzati dei campioni, che sono stati sottoposti per le valutazioni tecniche ai responsabili di Coop Italia. Il progetto adeguerà le capacità produttive della cooperativa, in termini di struttura, attrezzature, competenze. In particolare, l'inserimento del prodotto nella linea Solidal permetterà di rafforzare la capacità della cooperativa. Attraverso il reinvestimento degli utili, in collaborazione con Banca Etica ed Etimos, saranno finanziati progetti per fondi rotativi e di microcredito a sostegno dei ragazzi di strada di Quito, di 60 bambini lustrascarpe e dei piccoli produttori locali. (cl)
.
Nota: Lo stesso comunicato sulla presentazione della campagna Coop viene inserito nelle notizie del sito Comunità di Capodarco internazionale, nel notiziario Redattore sociale e nel sito della Comunità di Capodarco. Redattore Sociale riporta inoltre il comunicato che segue:
.
''Stop world poverty'': l'impegno di Coop continua14 progetti per l'autosviluppo sostenibile in Africa, Asia e America Latina e oltre 2 milioni disponibili nei prossimi tre anni. Tra il 2002 e il 2006 Coop ha investito circa 30 milioni in progetti per ''fermare la povertà''ROMA
Roma - 14 progetti per "Fermare la povertà”: è la campagna di Coop, presentata oggi in conferenza stampa, che si svolgerà nei prossimi tre anni, per un impegno finanziario complessivo di 2.140.000 euro, a carico in gran parte delle cooperative del gruppo. Questi, nel dettaglio, i progetti in cui Coop si impegnerà, finanziando alcune cooperative locali in 14 paesi nella produzione, la distribuzione e la commercializzazione di prodotti alimentari e non solo; frutta fresca e turismo responsabile in Brasile (201.000 euro); produzione di caffè in Nicaragua e Uganda (210.000 euro); produzione di scarpe in Ecuador (146.000 euro, in parte a carico della Comunità internazionale di Capodarco); produzioni agroforestali per la cosmesi in Ecuador (50.000 euro); produzione e commercializzazione di miele in Nicaragua, Brasile, Guatemala, Colombia e Bolivia (86.000 euro); produzione di riso, ortaggi e cereali in Burkina Faso (600.000 euro), cofinanziato dalla Comunità europea; formazione universitaria e valorizzazione dei prodotti orticoli in Burkina Faso (430.000 euro); produzione e certificazione del mango in Senegal (40.000 euro); importazione di prodotti ittici dal Senegal (70.000 euro); produzione di frutta essiccata in Palestina (83.000 euro); coltivazione e commercializzazione del matfoul (un prodotto tradizionale) in Palestina (55.000 euro); sviluppo della produzione di spezie organiche in Sri Lanka (150.000 euro); coltivazione del the in Sri Lanka (100.000 euro) e infine tessitura della seta e produzione di sciarpe in Nepal (70.000 euro).Tutti i prodotti delle cooperative sostenute dai progetti saranno immessi nella linea Solidal, in vendita sugli scaffali dei punti vendita Coop. L'impegno di Coop per lo sviluppo dei paesi del Sud del mondo è infatti iniziato già da alcuni anni: nel quinquennio 2002/2006 si sono realizzati progetti di cooperazione che hanno interessato oltre 40 paesi e più di 50.000 beneficiari, soprattutto bambini e donne, per un impegno economico complessivo di oltre 30 milioni di euro. Una scelta che sembra piacere ai soci Coop, in base a una recente indagine commissionata da Ancc-Coop: il 68% degli intervistati pensa infatti che sia necessario continuare a occuparsi dei problemi delle popolazioni del Sud. (cl)
.
da "Terre di Mezzo*", dicembre 2004
Giustizia ai nostri piedi
Il commercio equo e solidale calza a pennello. Nel 2005 arriveranno alla Coop dall'Ecuador, tramite la comunità di Capodarco, scarpe più trasparenti di quelle di cenerentola. a costi accessibili a tutti
Scarpe da passeggio eque e solidali, a costi accessibili, nel supermercato sotto casa: succederà fra un anno. Dal caffè al cacao, gli alimenti solidali sono da tempo sugli scaffali della Coop. Che ora comincia a parlare di abbigliamento. A partire appunto dalle scarpe, primo esperimento di abbigliamento equo e solidale nella grande distribuzione organizzata in Italia.
Il progetto è imponente e vede coinvolti, oltre a Coop, la Comunità di Capodarco di Fermo e una "zapateria" (fabbrica di scarpe) dell'Ecuador del Sud. Anima del progetto è la Comunità di Capodarco che in Ecuador ha voluto esportare la sua filosofia. "A Penipe, Ecuador meridionale, abbiamo creato una Comunità nel '92, con lo scopo di realizzare progetti di sviluppo -racconta Enrico Quarello, responsabile del progetto scarpe per Capodarco-. Anche lì portiamo avanti l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, ad esempio disabili. La 'zapateria' è stata creata trasferendo in loco le competenze degli artigiani delle Marche (dove ha sede la Comunità, ndr)". Da allora il laboratorio artigianale si è trasformato in una piccola fabbrica che impiega 50 operai, il 60 per cento dei quali portatori di handicap, e che produce 80 modelli di scarpe da passeggio. Oggi Penipe e le sue famiglie dipendono fortemente da questa attività produttiva. Dagli anni Novanta, le scarpe vengono vendute localmente oppure esportate verso il mercato statunitense e quello dei Paesi confinanti, attraverso canali commerciali tradizionali. "A volte le scarpe riforniscono associazioni come Save the children o ppure istituti religiosi", spiega Quarello. Nel 2000 la decisione di fare il grande salto, passando al commercio equo e solidale. "Ci sono voluti tre anni di ricerca e monitoraggio per potere affermare oggi che la scarpa, dal pellame ai lacci, è equa e solidale al 100 per cento. E come tale farà il suo ingresso in Italia". Il pellame viene acquistato dai piccoli allevatori ecuadoriani, in modo da dare maggiore impulso all'economia locale, poi cucito a mano o con macchinari leggeri (tutti made in Marche) e modellato in forma negli appositi stampi in ghisa, donati alla Comunità dall'industriale marchigiano della scarpa Diego Della Valle. "Una volta ottenuta la certezza sui criteri equi e solidali, ci siamo rivolti a Coop, sia per lanciare la scarpa in Italia attraverso una rete distributiva importante, sia per avere una consulenza sulla commercializzazione del prodotto sul mercato italiano". Entro primavera 2005 saranno scelti da tre a cinque modelli di scarpe da uomo, che saranno poi lanciati nell'autunno 2005, non prima però di avere ottenuto la certificazione Transfair. Un'anticipazione anche sul prezzo: "La scarpa sarà sicuramente sotto i 50 euro -dice Quarello- il 50 per cento circa rimarrà alla comunità in Ecuador". Un altro particolare: a importare la scarpa sarà la cooperativa sociale "Next Trade*", creata della comunità di Capodarco per l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Sarà la cooperativa stessa a occuparsi del controllo qualità e della logistica." (FS)
..
*Redattore Sociale per l'ufficio di corrispondenza di Milano si avvale delle collaborazione con le redazioni di Terre di mezzo e Altreconomia (http://www.redattoresociale.it/- Redazione - Uffici di corrispondenza: 'MILANO […] In collaborazione con le Redazioni di Terre di Mezzo e Altreconomia')
.
Fonte http://www.redattoresociale.it/, archivio notizie 16 maggio 2008
.
COMUNICATO STAMPA
Presentata la campagna COOP “Stop World Poverty”: 14 progetti per il sud del mondo scelti da un Comitato di Valutazione esterno fra gli oltre 60 presentati da ong o associazioni.

COOP: “Un salto di qualità ulteriore per un impegno costante e fondamentale, che fa parte della missione cooperativa”.
14 progetti per il sud del mondo da realizzare nell’arco di tre anni in undici Paesi (America Latina, Africa, Asia): dal caffè del Nicaragua al cous cous palestinese passando per le pashmine nepalesi, il pesce e il mango del Senegal, le scarpe da tempo libero dell’Ecuador, le patate, le cipolle, l’aglio del Burkina Faso… Prodotti che potranno avere come sbocco commerciale il punto vendita coop attraverso il Prodotto Solidal Coop e in generale il Commercio Equo e Solidale.
E’ la campagna “Stop World Poverty” (2008-2010) che segna con continuità l’impegno Coop sui temi della solidarietà internazionale. Alle spalle un quinquennio di tutto rispetto che ha visto la cooperazione di consumatori impegnata in progetti di varia entità che hanno interessato oltre 40 Paesi coinvolgendo più di 50.000 beneficiari diretti, soprattutto bambini e donne, per un totale di risorse attivate di oltre 30 milioni di euro.
“Coop ha da sempre nel suo modo di essere l’impegno costante e fondamentale della solidarietà, sia locale che internazionale –spiega Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc- E’ vero d’altronde che abbiamo voluto rilanciare sia per l’entità numerica dei progetti che oggi presentiamo sia per l’indubbia qualità. Spendo due parole sul percorso che ci ha portato ai risultati di oggi. Prima di tutto l’adesione dei nostri soci (oggi Coop associa più di 6,5 milioni di persone). Nonostante l’evidenziarsi di difficoltà economiche legate alla perdita del potere d’acquisto, una recente indagine da noi commissionata ci dice che il 68% dei soci Coop pensa sia necessario continuare a occuparsi dei problemi delle popolazioni del sud del mondo e tra gli intervistati il 70% ha devoluto negli ultimi 2 anni somme in iniziative di solidarietà. Mi sembrano dati significativi”. “Poi –continua Soldi- ci siamo avvalsi di un Comitato di Valutazione Esterno (formato da docenti universitari, rappresentanti del mondo dell’associazionismo e da giornalisti di settore) che ha selezionato i progetti sulla base di 60 idee a suo tempo presentate”.
Tutti i progetti, pur diversi, sono accomunati da un obiettivo di fondo: stimolare le popolazioni locali a costruire iniziative economiche da cui far dipendere nel tempo il loro fabbisogno. Coop da parte sua è disponibile poi a inserire i prodotti che da questi progetti derivano nel suo circuito distributivo. Due di queste esperienze saranno raccontate dalla viva voce dei protagonisti (Kamal Upreti, Presidente Maheela Cooperative Nepal e Mamadou Sow, Presidente Sepromer Dakar-Mts) affiancati dalle testimonianze di Marta Arias, Oxfam International (un organismo principe della solidarietà internazionale) e dalla presentazione della campagna Coop (affidata a Roberto Cavallini). A seguire la seconda sessione della mattinata: una tavola rotonda dal tema “Cooperazione e lotta alla povertà: gli obiettivi e l’impegno delle istituzioni nazionali ed internazionali”, coordinata da Daniela Grandi, giornalista de La7. Vi partecipano l’On.le Luisa Morgantini, Vicepresidente del Parlamento Europeo e Presidente della Commissione per lo Sviluppo, l’On.le Ermete Realacci, Deputato e Presidente della Commissione Interparlamentare sul Commercio Equo e Solidale, l’On.le Raffaello Vignali, Deputato e Aldo Soldi, Presidente ANCC-COOP.
I 14 progetti
I progetti intervengono su alcune filiere, non solo alimentari, e partono da iniziative già in essere e fortemente legate alle tipicità e peculiarità produttive dei territori e delle comunità interessate.
Le filiere riguardano:

• Frutta fresca e turismo responsabile dal Brasile
Il progetto rafforzerà le capacità produttive, agroindustriali e commerciali di due cooperative di produttori di frutta amazzonica. Sarà inoltre realizzato uno studio di fattibilità per una cooperativa di agrumicoltori del sud del paese per valutare l’aumento di capacità di trasformazione della frutta e l’inserimento del prodotto trasformato nella linea Solidal. Altro componente significativa sarà l’appoggio al progetto Madre Terra, una fattoria didattica a Foz de Iguacu che svolge una azione di recupero di bambini e ragazzi difficili attraverso l’implementazione di attività agricole e di turismo responsabile, indirizzato ai soci e consumatori Coop. I partners: Ucodep e Associazione Oreundici.

• Filiera caffè
Si prevede la messa a regime della produzione di caffè robusta in Nicaragua, già inserito nella linea Solidal di Coop. A questa produzione si affiancherà quella di alcune associazioni di produttori di caffè dell’Uganda, necessaria per incrementare la produzione di miscele “robusta” a marchio Solidal, che hanno grande vendibilità sul mercato italiano. Il partner è GVC.

Oli essenziali e scarpe dall’Equador
20 comunità indigene nella provincia ecuadoriana di Morona-Santiago, potranno migliorare le loro condizioni di vita grazie all’incremento di redditi provenienti dallo sviluppo della produzione di specie medicinali, cosmetiche ed erboristiche per l’autoconsumo e la commercializzazione nel mercato equo e solidale. C’è una cooperativa in Equador, la Vinicio Calzado, che produce scarpe di ottima qualità e dà lavoro a 50 addetti, di cui 26 disabili e 15 donne. Dal 2005 la cooperativa ha avviato un proficuo rapporto con Coop per la realizzazione di una scarpa tipo Clark. Questo progetto ne permetterà lo sviluppo e la commercializzazione all’interno della linea Solidal della Coop. I partners sono Fundaciòn Chankuap, VIS, Comunità internazionale Capodarco.

• Miele dall’America latina
Nicaragua, Brasile, Bolivia e Colombia sono accomunate dal progetto per il rafforzamento produttivo e sociale di una rete panamericana dei piccoli produttori. Il miele è un prodotto la cui domanda è in continua crescita e rappresenta una opportunità a bassa intensità tecnologica in un contesto agro ecologico che permette produzioni di qualità e quantità medio-alte. Il miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni permetterebbe un loro inserimento nella linea Solidal di Coop, oltre che rafforzare le capacità produttive, gestionali e di marketing di centinaia di piccoli produttori svantaggiati. Il partner è Cooperativa Sin Fronteras.

• Ortaggi dal Burkina Faso
Aumentare i redditi, gli elementi di sostenibilità della sicurezza alimentare e le condizioni di vita delle famiglie di agricoltori delle zone rurali toccate dalleazioni, attraverso la diversificazione, l’incremento di colture ortofrutticole e il miglioramento della loro conservazione in modo tale da permettere una commercializzazione equa e affidabile all’interno del paese, nelle subregioni e in Europa. Per poter avviare le colture di fagiolini verdi, patate, cipolle e aglio, 300 ha di superficie coltivabile saranno messi a coltura in prossimità dei punti d’acqua accessibili. I progetti potranno utilizzare i canali di commercializzazione già sperimentati, per i fagiolini del Burkina, da Coop Italia con il marchio TerraEqua .I partners sono CISV e Movimento Shalom.

• Maftoul e frutta secca dalla Palestina
Il progetto si concentra sul miglioramento della produzione di maftoul, un prodotto tradizionale della regione del Mashrek (Palestina, Siria, Libano e Giordania) attraverso interventi di rafforzamento e sostegno di due comitati di donne nel distretto di Hebron. In Cisgiordania e nella striscia di Gaza oltre 600 donne, suddivise in circa 40 gruppi nelle diverse comunità rurali, stanno producendo frutta essiccata, con criteri di agricoltura biologica, e i prodotti saranno presto certificati secondo i regolamenti europei grazie alla creazione ed all'accreditamento internazionale dell'ente di certificazione palestinese “Center of Organic Agriculture in Palestine” (COAP), , in collaborazione con Icea ed Aiab. I partners dei due progetti sono Ucodep e ACS.

• Mango e pesce dal Senegal
Nel 1987, un gruppo di agricoltori dell’Arrondissement di Diouloulou ha voluto specializzarsi nella coltivazione degli alberi da frutto e migliorarne le produzioni già esistenti. È nata così l’Association des Planteurs de l’Arrondissement de Diouloulou (APAD), che dispone attualmente di varietà migliorate di agrumi e di mango. Nel 2004, l’APAD è stata abilitata dal Ministero del Commercio senegalese come soggetto idoneo alla commercializzazione e esportazione ed nello stesso anno è stata certificata dal Commercio Equo e Solidale. Il progetto intende rafforzare le produzioni di mango, già in vendita presso alcune cooperative con il marchio FairTrade, per inserire queste produzioni nella linea Solidal. Il partner è COSPE.
Un secondo progetto riguarda la comunità di pescatori di Dakar, per sviluppare le produzioni di pesce fresco o essiccato, garantendo la sicurezza nel lavoro e la qualità del prodotto.

• Sciarpe dal Nepal
Con il rafforzamento e messa regime della produzione di sciarpe da parte di una cooperativa di donne nepalesi vittime di abusi e violenze a causa dei quali la comunità le ha emarginate. Verranno loro messi a disposizione 80 telai, per garantire le necessità produttive derivanti anche dall’accordo con Coop Italia per la vendita con il marchio Solidal. Il progetto ha come partners Women’s Foundation e Fondazione Un Raggio di Luce.

• Spezie e the dello Sri Lanka
La proposta, rivolta alle categorie più povere e marginalizzate del Distretto di Kandy in Sri Lanka, include una strategia di sviluppo sostenibile a lungo termine che punta su un settore chiave dell’economia del Paese, l’agricoltura, e sulle produzioni di qualità, in particolare spezie e the, che affronti oltre agli effetti congiunturali seguiti al disastro naturale dello tsunami del dicembre 2004, le cause strutturali del sottosviluppo del sistema socio-economico srilankese. I Partners dei due progetti sono GVC, Ucodep, ICEI, Overseas.
Coop, nei tre anni previsti per la realizzazione dei progetti, oltre che contribuire al finanziamento dei progetti, garantirà un impegno, sia delle sue strutture tecniche e commerciali, sia nel rapporto con aziende e cooperative che lavorano per i prodotti a marchio Coop, sia con protocolli di intesa con Banca Etica e Fairtrade Italia, per l’accompagnamento dei diversi percorsi, il monitoraggio delle azioni, l’aiuto per tutte le garanzie di qualità, sicurezza dei prodotti, aiuti al microcredito individuale per i piccoli produttori, lo sviluppo di tecniche di packaging e marketing, il raggiungimento e rispetto degli standard per le certificazioni equosolidali e eventualmente biologiche.
Coop è altresì impegnata a sperimentare la vendibilità di questi prodotti anche sul mercato italiano, con l’obiettivo anche di rafforzare e allargare la gamma dei prodotti inseriti nella linea Solidal del commercio equo. In contemporanea Coop svilupperà efficaci azioni di informazione e sensibilizzazione verso la propria base sociale, i consumatori, i giovani sui temi della lotta alla povertà.
Roma, 16 maggio 2008
_____________________________________________________________________
Per informazioni:
Silvia Mastagni: responsabile ufficio stampa Coop
Tel. 06441811 - silvia.mastagni@ancc.coop.it
.
STOP WORLD POVERTY
Presentata la campagna COOP “Stop World Poverty”: 14 progetti per il sud del mondo scelti da un Comitato di Valutazione esterno fra gli oltre 60 presentati da ong o associazioni.
COOP: “Un salto di qualità ulteriore per un impegno costante e fondamentale, che fa parte della missione cooperativa”.


STOP WORLD POVERTY
16 maggio 2008

Leggi Tutto...

mercoledì 3 settembre 2008

Chi aiuta Chi

Pubblico di seguito la risposta che l’attuale Assessore alle politiche sociali della Regione Marche, Marco Amagliani, ha fornito in data 4 marzo 2008 all’interrogazione presentata il 7 dicembre 2007, dal Consigliere Franca Romagnoli avente ad oggetto “Quaderni di salute Marche”. I suddetti quaderni furono i volumi che il coordinatore del Centro Regionale di documentazione ARS, mi incaricò di imbustare e di mettere in appositi scatoloni nel periodo gennaio-febbraio 2005, nei due mesi di piene candidature politiche per le regionali dell’aprile 2005, alle quali anche l’ex Assessore Secchiaroli avrebbe voluto partecipare ricandidandosi per la terza volta. La formazione politica di appartenenza dell’ex assessore (Ds) escludeva tuttavia tale possibilità, proprio per le norme interne vigenti di “non ammissibilità di un terzo mandato, in sede regionale della stessa persona”, ma ne diede comunicazione ufficiale soltanto il 3 marzo 2005, in un articolo apparso sulla cronaca di Pesaro del Corriere Adriatico.
.
REGIONE MARCHE
Giunta RegionaleAssessorato Servizi Sociali, Immigrazione, Beni Ambientali, Tutela e Risanamento Ambientale, Gestione dei Rifiuti, Parchi e Riserve naturali, Risorse idriche – via Gentile da Fabriano n. 9, 60125 Ancona; tel. 071.8062717. 2716 marco.amagliani@regione.marche.it
.
OGGETTO: Interrogazione n.920 del Consigliere Franca Romagnoli a risposta scritta “Quaderni di salute Marche a cura dell’Assessorato alle politiche sociali”
.
In risposta all’interrogazione del Consigliere Franca Romagnoli del 7.12.2007 si precisa quanto segue:
- La pubblicazione dei “Quaderni di Salute Marche” si è limitata al periodo gennaio febbraio 2005 e non ha proseguito oltre i numeri previsti;
- Il progetto prevedeva in un primo momento la pubblicazione di 5 volumi relativi a: 1. “Bilancio dell’Assessorato alle politiche sociali della Regione Marche nella legislatura 2000-2005” per un totale di 10.000 copie; 2. “Disabilità: quadro del fenomeno nelle Marche e interventi della Regione” per un totale di 5.000 copie; 3. “Atto di riordino dei servizi regionali per le dipendenze patologiche” per un totale di 5.000 copie; 4. “Piano regionale anziani e non autosufficienza” per un totale di 10.000 copie; 5. “La rete dei Centri di Sollievo per le malattie mentali nelle Marche” per un totale di 5.000 copie;
- In un secondo momento si è proceduto ad alcuni cambiamenti, alle stesse condizioni contrattuali e finanziarie, riguardanti: 1. La sostituzione del volume “Disabilità: quadro del fenomeno nelle Marche e interventi della Regione” con un volume relativo a “Progetto Autismo: sintesi di un percorso” per pari numero di copie; 2. La sostituzione del volume “Piano regionale anziani e non autosufficienza” con TRE pubblicazioni relative a : “ linee guida per la predisposizione dei Piani triennali di ambito sociale: obiettivi 2005-2007” per 5.000 copie; “Verso il bilancio regionale d’ambito: primo rapporto sociale aggregato dei 24 ambiti territoriali della Regione Marche” per 1.000 copie; “Monitoraggio sull’attività dei Piani di Zona” per 1.000 copie. La realizzazione delle pubblicazioni sostitutive di cui sopra consisteva nell’impaginazione, revisione delle bozze e stampa senza ulteriore aggravio economico;
- La ditta che ha realizzato le pubblicazioni di che trattasi è la Cooperativa sociale “Stellaria piccola cooperativa sociale a.r.l. di Monte Giberto (AP) relativamente a impostazione grafica, impaginazione e stampa nonché SPEDIZIONE DELLE STESSE; la cooperativa è stata incaricata con affidamenti in economia ai sensi della l.r. 34/01 art. 2 e Reg. reg. 8/04;
- Contemporaneamente l’Agenzia Regionale Sanitaria provvedeva, con fondi propri a disposizione del Centro Regionale di documentazione sull’infanzia e l’adolescenza, alla pubblicazione di due volumi: 1. “Sviluppo programmatico e organizzativo del sistema dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Marche” per n. 5.000 copie affidandone la stampa alla cooperativa sociale a.r.l. Magma di Pesaro tenuto conto del vigente regolamento per l’acquisto di beni e acquisizione servizi;
- Il quantitativo complessivo delle copie stampate è di 32.000 copie inviate ai referenti tecnici e agli amministratori degli Ambiti Territoriali Sociali, dei Comuni, delle Comunità Montane e delle Zone territoriali, all’ ASUR, ai SOGGETTI PRIVATI DEL TERZO SETTORE, ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E COOPERATIVE SOCIALI di tutta la Regione sulla base di un apposito indirizzario predisposto dal Servizio.
Cordiali saluti
Marco Amagliani
.
Nella risposta all’interrogazione fornita da Amagliani, e quindi dalla Giunta Regionale, la struttura regionale conferma senza indugi l’avvenuta spedizione di materiale, “quaderni di salute Marche”, oggetto delle mie dichiarazioni nella trasmissione di Annozero andata in onda il 14.06.2007 e successivamente dichiarato in Procura chiamata a testimoniare sui fatti. La Giunta regionale inoltre sottolinea che queste spedizioni siano avvenute soltanto nel periodo gennaio-febbraio 2005 “e la pubblicazione non ha proseguito oltre i numeri previsti, ovvero esclusivamente nei DUE MESI PREELETTORALI. L’ex assessore Secchiaroli, a seguito del mio intervento da Santoro, ebbe a dire sulla stampa locale che le mie dichiarazioni non erano veritiere e “i pacchi” da me lamentati rientravano nella “normale comunicazione istituzionale dell’ente”. Ovvero 32.000 copie spedite in soli 2 mesi anche ai privati cittadini del terzo settore, fanno parte della normale comunicazione di un ente.
La ditta che ha realizzato le pubblicazioni è la cooperativa “Stellaria piccola cooperativa sociale” di Monte Giberto, riconducibile all’agenzia Redattore Sociale entrambe promosse dalla Comunità di Capodarco (http://www.redattoresociale.it/, notiziario, archivio notizie 19/10/2005). L'agenzia giornalistica Redattore Sociale curava e realizzava da tempo le riviste periodiche 'Sociale Marche!/Salute Marche!' (da cui scaturirono gli opuscoli "Quaderni di Salute Marche) per il Centro Documentazione Infanzia-Adolescenza,
ARS Regione Marche in cui lavoravo.*
La cooperativa aveva l’incarico di impostazione grafica, impaginazione, stampa, nonché SPEDIZIONI DELLE STESSE PUBBLICAZIONI, come stabilito peraltro dal decreto n. 62 del 7.03.2005 che al punto 3) riporta “ di impegnare, assegnare, liquidare ed erogare l’ammontare di € 800,00, a favore della cooperativa sociale denominata ‘Stellaria Piccola cooperativa sociale arl’, di Monte Giberto (AP) per la spedizione dei volumi stessi” (si veda il post del 13 maggio 2008 “Operatori ad appalto”).
La cooperativa Stellaria fu incaricata dal Servizio Politiche Sociali della Regione Marche, con “affidamenti in economia” senza gara né pubblica né di pubblica evidenza, non concedendo, in tal modo, la possibilità a nessuna ditta di partecipare alla gara e di aggiudicarsi eventualmente tale appalto.
Doveroso evidenziare che “Stellaria piccola cooperativa sociale” risulta iscritta all’albo regionale delle cooperative dal 10.11.2004, appena un mese e mezzo prima dell’inizio della sua attività editoriale. (
http://orps.regione.marche.it/coopserv?id=601021&q=visual&begin=280)
.


Leggi Tutto...