CorriereAdriatico
Il ministro il 22 ottobre al convegno delle Muse
Agenzia per la terza età L’Inrca aspetta la Turco
ANCONA - “Un modello di sanità, una sanità modello”: sarà questo il tema del convegno che la Regione Marche organizza per lunedì 22 ottobre presso la facoltà di Medicina a Torrette. Un incontro importante e con un’ ospite d'eccezione: il ministro della Salute Livia Turco. La presenza del ministro all'iniziativa ha un motivo preciso: sottoscrivere ufficialmente il progetto per realizzare nelle Marche l'agenzia nazionale per la terza età per l'Inrca. Un impegno che la Regione Marche, come ha più volte sottolineato il governatore, è già riuscita a strappare al ministro e l'occasione del convegno sarà propizia in tal senso. “Presenteremo un progetto, ci confronteremo con il ministro e naturalmente siamo anche candidati a portarlo nelle Marche”, evidenzia l'assessore Mezzolani. Quanto alla localizzazione, l'assessore non si sbilancia e nulla accenna all'ipotesi dell'area di Ancona sud. “Non è oggetto di discussione - dice Mezzolani - anche se abbiamo già alcune indicazioni”. Se il ministro desse il via ufficiale riconoscendo alle Marche il ruolo di agenzia nazionale per la terza età per l'Inrca, l'istituto riprenderebbe la sua vocazione originaria diventando polo di riferimento nazionale specializzato per la diagnosi, la cura e la ricerca degli anziani. Per la regione sarebbe davvero una grande opportunità: le Marche infatti svolgerebbero il ruolo leader in un settore, quello della cura degli anziani, sempre più centrale con il progressivo invecchiamento della popolazione. Ma la concorrenza è agguerrita: altre realtà si stanno impegnando su questo fronte. Il presidente della Regione sta cercando di fare il possibile per far sì che il progetto s'insedi nelle Marche. “L'istituto per la cura e per l'assistenza degli anziani - ha detto in più occasioni Spacca - è nato ad Ancona e le Marche devono consolidare la propria centralità nazionale nei settori dell'assistenza, cura e promozione della terza età”. (FB)
Fonte: http://www.corriereadriatico.it/
L'agenzia per la Terza età nelle Marche
In occasione dell’inaugurazione dell’Auditorium Montessori dell’Università di Medicina di Ancona, il ministro LiviaTurco ha elogiato il sistema sanitario marchigiano
“Assoluta disponibilità, perché le Marche offrono una bella opportunità che serve a tutto il Paese”.Con queste parole il ministro della Salute, Livia Turco, ha dato il suo assenso alla realizzazione dell’Agenzia Nazionale sull’Invecchiamento nelle Marche. La sede sarà quella dell’Istituto di ricovero e cura degli anziani (Inrca). Il progetto è stato presentato, in Ancona, nell'ambito dell’incontro sul Piano Sanitario Regionale 2007/2009 presso l’auditorium Montessori della Facoltà di Medicina, inaugurato dal ministro. “Recuperando pienamente, dopo molti anni di commissariamento e incertezze, il ruolo di unico istituto di ricovero e cura a carattere scientifico nel nostro paese, vocato alle problematiche dell'invecchiamento - ha detto il presidente della Regione, Gian Mario Spacca - l’Inrca si candida a svolgere un ruolo scientifico sia nello scenario nazionale, caratterizzato da grandi cambiamenti demografici, sia all'interno della rete sanitaria regionale”.Secondo il ministro, “l'Agenzia è un progetto di qualità, di cui l'Italia ha bisogno per costruire una società di tutte le età. L'agenzia può aiutarci a mettere in rete le buone pratiche sperimentate nel territorio. Siederemo attorno a un tavolo per ragionare su come realizzarla”. La Turco ha espresso anche un giudizio positivo sul nuovo Piano sanitario della Regione Marche.“Ha posto alla sua base direttrici importanti, come la sostenibilità economica e finanziaria. Non basta chiedere più risorse, occorre spenderle bene. Valorizza l'efficienza e l'equità, l'innovazione, la sicurezza come elemento di qualità della vita, l'integrazione tra il sanitario e il sociale. I nostri indicatori dicono che quello marchigiano è un buon sistema sanitario. I cittadini devono apprezzarlo, esserne consapevoli, perché solo dalla consapevolezza di ciò che si ha, possono scaturire i miglioramenti necessari”. L'approvazione del Piano sanitario, ha ricordato il presidente Spacca, è avvenuta mantenendo in equilibrio le esigenze di tre diversi livelli: istituzionale, tecnico e aziendale.“Il sistema sanitario delle Marche è caratterizzato da forti vincoli: una mobilità passiva di 136 milioni di euro, una frammentazione dell'offerta, un disomogeneo utilizzo delle opportunità sociali e sanitarie. Alla luce delle criticità, il nuovo Piano promuove il superamento degli squilibri, la programmazione di settore, il controllo, la qualità e l'appropriatezza delle prestazioni”.Spacca ha ricordato come “l'evoluzione del sistema sanitario costituisca ‘una grande opportunità di crescita per tutte le Marche: la sanità, infatti, è uno dei principali settori produttivi della regione e il valore prodotto da tutta la filiera costituisce una delle prime voci nella composizione della ricchezza, sia a livello regionale che nazionale”. Le Marche accettano le sfide del futuro, ha ribadito l'assessore alla Salute, Almerino Mezzolani:“Il Piano sanitario ha il compito di guidare questo cambiamento.Pesa la frammentazione organizzativa che viene dal passato. Quella che era una pregio, oggi si rivela un limite da superare. Occorre superare la competizione per abbracciare una logica di collaborazione. In questo contesto, l'area vasta diventa l'anello di congiunzione tra le diverse esigenze del territorio”. L'incontro ha registrato anche gli interventi del dirigente del servizio Salute, Carmine Ruta (“L'offerta sanitaria deve soddisfare le necessità, non indurre la domanda”), del rettore Marco Pacetti (“Leale e reciproca collaborazione tra Stato e Università di Ancona”), del direttore generale dell'Inrca, Antonio Aprile (ha presentato il progetto dell'agenzia al ministro Turco), del presidente dell'Inrca, don Vinicio Albanesi, che ha promesso ‘umanità e scienza’ nella realizzazione dell'Agenzia sull'invecchiamento. (LG)
Agenzia Redattore Sociale on line
Agenzia per la terza età, ''un’opportunità per le Marche"
"Oggi la giunta regionale ha affrontato la questione. I contenuti del progetto secondo l’assessore alla Salute, Mezzolani: ‘’L’Agenzia fornirà consulenze e assistenza nella elaborazione delle politiche dell’invecchiamento’’
ANCONA - Un’Agenzia al servizio di tutto il Paese, con lo scopo di sensibilizzare la politica, la società e le nuove generazioni sulle problematiche dell’invecchiamento. Studierà, in particolare, gli impatti sociali, economici, politici, scientifici, etici e di salute determinati dagli anziani, passati dal 28,9% al 29,4% della popolazione italiana nell’arco di un solo anno (2005 su 2004). È l’obiettivo dell’Agenzia per la terza età, che verrà realizzata nelle Marche, superando le qualificate candidature delle Regioni Veneto, Liguria e Lombardia.
“Rappresenterà un sistema di riferimento nazionale, con compiti simili a un’Authority sui temi dell’invecchiamento – ha sottolineato l’assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani - Con questo progetto l’Inrca recupera pienamente il proprio ruolo di istituto di ricerca, dopo anni di commissariamento e di incertezze, e la conclusione della fase di riordino della struttura che ha favorita la sua piena operatività. L’Agenzia rappresenterà una grande opportunità di crescita per le Marche. La sanità, infatti, è uno dei principali settori produttivi della Regione e il valore prodotto dalla filiera costituisce una delle prime voci nella composizione della ricchezza, sia a livello regionale, che nazionale”.
La Giunta regionale ha affrontato la questione nella seduta odierna e proposto al sindaco di Ancona, Fabio Sturani (al quale è stata inviata una lettera) un incontro - presso la sede della Giunta regionale, nel pomeriggio di mercoledì 31 ottobre - sull’attuazione dei progetti contenuti nel Protocollo d’intesa Regione – Comune di Ancona, insieme a una discussione sull’Agenzia e sull’Inrca, sul punto di primo intervento, sul nuovo ospedale pediatrico Salesi, sui parcheggi di Torrette, sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale.
“L’Agenzia per la terza età fornirà consulenze e assistenza nella elaborazione delle politiche dell’invecchiamento attraverso un’attività basata sulla ricerca scientifica interdisciplinare – ha spiegato l’assessore Mezzolani - Lo scopo è quello di favorire il dialogo sociale e la solidarietà tra le generazioni. Il progetto presentato al ministero della Salute prevede l’attivazione di collaborazioni scientifiche, sanitarie, sociali, economiche e umanistiche, oltre all’elaborazione di strategie comunicative ed educative. L’Agenzia svolgerà studi, analisi e ricerche, curerà la formazione e predisporrà proposte operative di carattere istituzionale e imprenditoriale. Il suo ruolo sarà quello di definire protocolli e procedure organizzative e gestionale di valenza nazionale, sollecitare una uniformità delle normative regionali, stabilire i livelli di appropriatezza delle prestazioni, definire gli indicatori di qualità, i criteri di accreditamento, di controllo e di finanziamento. I servizi saranno diretti, in particolare, agli anziani e alle loro famiglie, ai quali verranno fornite indicazioni cliniche e assistenziali, suggeriti stili di vita corretti, supportati nelle questioni socio economiche (come quelle legate alle pensioni), e nell’erogazione dei servizi (abitazione, trasporti, tempo libero)”. (EL)
Fonte http://www.redattoresociale.it/
Don Vinicio Albanesi: Più ricerca e più umanità
Il presidente dell’Inrca illustra le linee strategiche dell’Istituto
Don Vinicio Albanesi, neo presidente dell’Inrca, non lancia sfide, né fa proclami: pacatamente, ma con determinazione, sottolinea, nella sua prima intervista ufficiale dopo la nomina, la volontà di dare un nuovo impulso all’attività dell’Istituto, mortificato da una lunga gestione commissariale. Il suo compito, statutariamente, è garantire le funzioni di indirizzo e di verifica. “Le premesse per recuperarne la sua funzione di eccellenza e farne un punto di riferimento non solo a livello regionale ma anche nazionale ci sono tutte”, assicura. “Dalla volontà politica - la Regione Marche, che fino agli anni Ottanta ha puntato tutto sulla realtà ospedaliera, da qualche tempo ha fatto una significativa inversione di tendenza – al ripristino dei vertici decisionali dell’Istituto, alla disponibilità di risorse finanziarie”. La stessa nascita dell’Agenzia Nazionale per la terza età non potrà che “valorizzare – aggiunge - le competenze dell’Istituto, unico in Italia ad occuparsi degli anziani”. L’importante è avere ben chiari gli obiettivi di fondo.“Che – precisa - non si limitano solo agli aspetti riabilitativi e curativi, ma si estendono anche a numerosi altri settori”. Nato sessantacinque anni fa a Campofilone, in provincia di Fermo, don Vinicio Albanesi - una vita in trincea sul fronte del disagio e della marginalità in difesa dei cittadini “che non contano”- dal 1994 è presidente della Comunità di Capodarco, una rete di 14 comunità residenziali sparse in 10 regioni, con un migliaio di soci. Un prete con “il vizio della franchezza”, come è stato definito, fermamente convinto che “ai problemi sociali non si può rispondere con il buon cuore e che operare nel sociale non sia un mestiere ma una missione”. E’ autore di polemiche “lettere aperte” contro la Chiesa cattolica, colpevole di dare risposte ai problemi del disagio solo in termini di “assistenzialismo”, contro i sindaci di sinistra, “assenti nei confronti di chi conta e severi contro i lavavetri”, contro il sistema dell’informazione, non più contropotere ma potere tra i poteri, contro il “mercato straccione” delle comunità di recupero. E soprattutto contro questo welfare, così” ingiusto” verso gli emarginati. Due, secondo Albanesi, le parole d’ordine che dovranno caratterizzare l’attività dell’Istituto nei prossimi anni:“Più scienza e più umanità, ma anche maggiore apertura al territorio”, che significa rifiuto di un approccio meramente medicalistico alle problematiche degli anziani e massima attenzione alla tutela dei diritti degli utenti, troppe volte ignorati o calpestati dalla struttura burocratica. Il tutto in contesto di interdisciplinarietà.“Il benessere della persona anziana – spiega - è il risultato di molti fattori - fisici, psicologici, relazionali, sociali, culturali - che concorrono, tutti insieme, alla salute. Guai ad avere una visione parcellizzata, come troppo spesso accade in ambito scientifico”.Un esempio? “Tutti sanno che l’anziano ricoverato in ospedale regredisce. Perché, allora, non pensare a nuove forme di assistenza che valorizzino i bisogni e rispettino la personalità dell’anziano? Perché è proprio dal rispetto della persona che bisogna partire. Poi viene il resto”.Obiettivi ambiziosi che presuppongono una rivoluzione culturale,o comunque un radicale ripensamento del ruolo e della gestione dell’Istituto. “È chiaro che nuovi problemi richiedono nuove risposte. Oggi, negli ospedali ci sono ancora troppe sfasature. Ad esempio, i protocolli ospedalieri non permettono, per determinate malattie, una permanenza di più di tre giorni: eppure è ovvio che una persona anziana non si recupera in così poco tempo”.Don Vinicio rilancia anche le accuse contro le cosiddette “gabbie assistenziali”, poco attente alla qualità della vita degli anziani.“Perché - si chiede – negli ospedali si continua a propinare, sulla base delle tabelle nutrizionali, polpette immangiabili o piatti freddi di pollo e patate lesse, invece di cibi ugualmente nutrienti che rispettino la tradizione e i gusti del luogo? Questo è davvero incomprensibile, eppure basterebbe poco per cambiare”. C’è poi il problema dell’assistenza extra ospedaliera. “I reparti di ortopedia degli ospedali sono pieni di persone anziane; il chirurgo interviene per ricomporre la frattura di un femore. E dopo? Chi si prende cura dei bisogni dell’anziano? Sono problemi che dobbiamo porci, a cominciare dai percorsi di accompagnamento alle persone sole e non autosufficienti.Oggi tutto ricade sulle famiglie, che però sono sempre più povere e sole, come ci ricorda l’Istat, sempre meno stabili per l’aumento delle separazioni, per il decremento demografico, per una catena di problemi. Non possiamo fare affidamento sulle badanti, in Italia sembra ce ne siano più di un milione. Dobbiamo,invece, avere la capacità di leggere la realtà, come negli anni Settanta e Ottanta, quando abbiamo inventato nuove soluzioni per disabili, tossicodipendenti e immigrati”.Che,ovviamente, non sono quelle imposte dal mercato, con la sua retorica del “vecchio è bello”.Una retorica falsa, come sa chi vive con le persone anziane; basta guardarsi intorno per accorgersi di quanta solitudine e sofferenza ci siano nelle case di riposo, negli ospedali, nei piccoli appartamenti della povera gente che ha un vecchio in casa da sorvegliare e curare continuamente.“Da molti anni - ricorda don Vinicio - vivo il disagio delle persone disabili che invecchiano e so che i problemi si moltiplicano e diventano drammatici”. Anche se questa società tenda a rimuovere radicalmente la sofferenza. “Per chi sta bene, il dolore è sempre il dolore degli altri e, comunque, ci si illude di dominarlo con la tecnica. Un’utopia. Bisogna, invece, avere la capacità di accogliere la vita non solo nei suoi momenti più belli, quello della nascita, della pienezza salute, della maturità, ma anche quando è al tramonto e bisogna accompagnarla con serenità verso la morte. Un tabù – conclude - di cui nessuno parla”.
fonte: http://giornale.regione.marche.it/archivio/num11-1207/artcom07.htm
Ansa
SANITA':NASCE AGENZIA TERZA ETA',VERSO NEW DEAL RICERCA/ANSA
ANCONA - Serve un ''New Deal'' della ricerca per e sugli anziani, una fascia in crescente incremento nella societa' italiana, ma che non ha ricevuto sufficiente attenzione. Nasce da questa considerazione il progetto di creare un'Agenzia nazionale per al Terza Eta' o per l'Invecchiamento, presentato dall'istituto di ricerca a carattere scientifico Inrca di Ancona e dalla Regione Marche, che ha avuto oggi l'imprimatur del ministro della Salute Livia Turco, durante un convegno nel capoluogo marchigiano. L'agenzia avra' sede presso l'Inrca: secondo il ministro l'Italia ''ha bisogno di questo strumento'' e di assumere un ruolo di leadership nelle politiche per l'invecchiamento, dato che il Paese ''dove si vive piu' a lungo''. E l'Inrca - ha spiegato il presidente della giunta regionale delle Marche Gian Mario Spacca - si propone come ''attore qualificato per la promozione, il coordinamento e la conduzione di ricerche sui principali processi dell'invecchiamento e sulla principali malattie correlate all'eta' (malattie cardio e cereborvascolari, neurodegenerative), per la formazione degli operatori. la promozione di campagne educative, la divulgazione di informazioni''. Spacca ha ricordato che dal 2001 ''l'Italia e' al primo posto al mondo per il livello dell'invecchiamento, misurato dal rapporto tra la popolazione degli over 65 anni e quella degli under 15. Il nostro Paese conta la percentuale piu' alta al mondo dei primi e la piu' bassa dei secondi''. Un ulteriore incremento nel grado di invecchiamento della popolazione - ha detto ancora - e' stato registrato dall'Istat nel 2005: continuano a essere limitate le nascite, mentre aumenta la vita media e cresce anche il peso della popolazione anziana rispetto a quella in eta' attiva, dal 28,9% del 2004 al 29,4% del 2005. A livello internazionale l'Italia si colloca tra i paesi piu' longevi in Europa. Il direttore dell'Inrca Antonio Aprile ha citato due dati a riprova della scarsa attenzione degli anziani e delle loro esigenze: ''non esistono sperimentazioni farmaceutiche specifiche per la terza eta'. Eppure gli anziani consumano oltre il 49% delle confezioni prodotte in Italia e assorbono il 46% della spesa farmaceutica lorda. Nonostante questo, le sperimentazione viene condotta in condizioni scientifiche 'ideali', su fasce di eta' piu' basse e tenendo in considerazione la singola morbilita'', non il complesso di nmalattie che caretterizza l'invecchiamento''. E la ricerca deve essere ''non solo clinica''', ma allargarsi al sociale a ''all'organizzazione dei servizi''. L'Inrca - ha sottolineasto - e' ''la struttura ideale per affrontare quei problemi, per essere un authority di riferimento e il coordinamento''. Il presidente del comitato di indirizzo dell'Inrca don Vinicio Albanesi ha dedicato al ministro Turco una poesia di Madre Teresa di Calcutta. ''Sul tema dell'Agenzia - ha notato - sara' tirata da piu' parti. Noi, dal canto nostro, promettiamo di avere attenzione per chi esce'', per la fine della vita, e anche di usare ''sensibilita' e intelligenza e soprattutto di portare risultati''.
fonte: ANSA ME 22-OTT-07
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