Pubblico di seguito un articolo apparso oggi sul Corriere Adriatico, che fa il punto, o meglio il conto, della spesa del settore sanità per la Regione Marche. “Nella Regione” la spesa per la sanità “si attesta su 1152 milioni di euro nel 2006 con un +23,83% rispetto al 2005, e un debito verso i fornitori che va sui 631 milioni nel 2006 con un +25,30% rispetto al 2005. Una bazzecola se si pensa a realtà come Lombardia, Campania o Abruzzo (e Lazio aggiungo io) dove la spesa della sanità vola davvero alle stelle”. Che le Marche vogliano seguire il modello di sanità in Italia, oggi così in voga? “Il costo complessivo del settore sui bilanci regionali marchigiani sta diventando soverchiante. Insomma, sanità, primo vero e proprio tallone d'Achille per i governatori delle Marche”. L'input giunge dalla Corte dei Conti che lancia l'allarme.
Castelli (An): “Smentito il trionfalismo del presidente”.
Mezzolani: “Seconda regione per equilibrio virtuoso”
La Corte dei conti: sanità asso pigliatutto.
Nel 2007 ha rappresentato l’83% del bilancio complessivo; nel 2006 era il 79,7%
ANCONA - Le cifre della sanità ancora nel mirino e nelle Marche riesplode la polemica. Ed è guerra dei numeri. L’input giunge dalla Corte dei conti che lancia l’allarme nel suo rapporto 2006-2007: la spesa rischia di sconquassare i bilanci delle Regioni. Nelle Marche, nel 2007, la sanità rappresenta l’83% del bilancio complessivo a fronte del 79,7% del 2006 e dell’81% del 2005. Un viaggio tutto in salita, dunque, ma nella media nazionale dove il settore costituisce l’83,5% della spesa corrente. Altro fattore: l’indebitamento di Asl e ospedali. Che nella regione si attesta su 1152 milioni di euro nel 2006 con un +23,83% rispetto al 2005, e un debito verso i fornitori che va sui 631 milioni nel 2006 con un +25,30% rispetto al 2005. Una bazzecola se si pensa a realtà come Lombardia, Campania o Abruzzo dove la spesa della sanità vola davvero alle stelle. E i debiti pure. Un dato, tuttavia, è certo: il costo complessivo del settore sui bilanci regionali sta diventando soverchiante. Insomma, sanità, primo vero e proprio tallone d'Achille per i governatori. Per quanto contenuti rispetto ad altre regioni, i numeri di casa nostra, comunque all’insù, fanno dire a Guido Castelli, consigliere regionale Pdl, che “questi dati rendono finalmente giustizia all’eccessivo trionfalismo di Spacca secondo cui i conti del 2007 sono ormai a posto”. Castelli insiste. “La Regione ha omesso di far presente che lo scorso anno c’è stata un’entrata straordinaria e cioè la vendita dell’ex Umberto I. Un introito di 51 milioni di euro che non ci sarà più”. Come dire: una tantum. Castelli non molla: “L’indebitamento totale del Servizio sanitario regionale tra il 2005 e il 2006 - afferma - è aumentato del 23,83%, secondo peggior dato di tutta Italia, mentre il rapporto tra spesa sanitaria e spesa corrente, che nel 2006 era del 79,7%, schizza all’83%. E a ciò si deve aggiungere il dato, pesantemente negativo, degli ultimi report sulla mobilità passiva extraregionale”. L’esponente di An per chiudere la partita chiede anche di conoscere il costo della campagna di comunicazione istituzionale attivata dalla Regione proprio in riferimento ai conti della sanità. Se Castelli ammonisce, l’assessore regionale Almerino Mezzolani getta acqua sul fuoco. “La Regione ha ridotto i costi e la sanità ha aumentato i trasferimenti - replica - per questi motivi la spesa è cresciuta. Ma non abbiamo preso alcunchè dal bilancio regionale: per la prima volta, dal 2007, il settore è finanziato solo dal trasferimento dello Stato. I conti sono in equilibrio e siamo al secondo posto in Italia dopo la Toscana. Il 2007 si è chiuso con un avanzo di 24 milioni di euro e il primo semestre 2008 conferma questa tendenza all’equilibrio”. Quanto all’indebitamento, l’amministratore taglia corto. “Questo è un problema superato nel 2007 perché oggi abbiamo una liquidità che ci permette di pagare i fornitori. D’ora in poi potremo candenzare i pagamenti così da non andare oltre i 180 giorni. Al momento, la maggior parte dei fornitori è stata pagata”. Insomma, “attualmente, grazie al risanamento della sanità, la Regione Marche non ha alcun problema di tenuta e siamo tra le regioni più virtuose. Il vero problema è che sulle Marche si abbatteranno i tagli del Governo che rischiano di mettere in ginocchio non solo la sanità locale ma quella italiana”. Non ci sta: “E' incredibile - dice - l’ostinazione con cui il centrodestra, e Castelli in particolare, tentano di smentire la realtà, certificata dallo stesso ministero del Welfare”. Tutto bene, dunque? Marche, isola felice? “Macchè, non è vero quello che dice l’assessore, la spesa è aumentata e i maggiori indicatori di questo fenomeno ci danno ragione: mi riferisco alle liste di attesa e alla mobilità passiva”, tuona il consigliere regionale Pdl, Giacomo Bugaro. E ancora: “Il ventilato pareggio di bilancio tanto sbandierato ha solo due fattori: i maggiori trasferimenti dallo Stato e le vendite patrimoniali che hanno immesso capitale nella spesa corrente. Questo significa che nulla è cambiato a livello di gestione”. La guerra continua. [F.B.]
Fonte: www.corriereadriatico.it
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