lunedì 9 giugno 2008

I segreti hanno le gambe corte

Pubblico di seguito le "Comunicazioni" che l'Assessore regionale al Personale Giaccaglia ha fornito in merito alle 3 interrogazioni consiliari (n. 770, 775, 776) rispettivamente presentate dai consiglieri Brandoni, Romagnoli e Castelli, durante la seduta segreta del Consiglio Regionale del 26 giugno 2007. A tali comunicazioni non hanno fatto sèguito repliche, eccezion fatta per il consigliere Romagnoli che anche nei mesi successivi a questo primo consiglio, ha continuato a presentare interrogazioni in Giunta e comunicati stampa all'Ansa regionale on-line. Comunicati mai ripresi dalle testate giornalistiche locali.
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"COMUNICAZIONI ASSESSORE AL PERSONALE GIACCAGLIA, in merito alle interrogazioni n. 770, 775, 776
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Premesse comuni a tutte le interrogazioni
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1. Cristina Corradetti ha concluso con l’Agenzia Sanitaria delle Marche un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per il periodo 15.10.2004 – 31.12.2005. A norma dell’art. 4 della L.R. n. 26 del 1996, l’Agenzia è dotata di autonomia organizzativa, tecnica amministrativa e contabile, nei limiti del finanziamento determinato dalla Giunta Regionale. Essa è retta da un direttore regionale responsabile delle attività svolte e dei risultati ottenuti.
2. Dal contratto sopraindicato, si rileva che la Corradetti è stata incaricata di collaborare con il centro regionale di documentazione e analisi per l’infanzia, l’adolescenza e i giovani, affidato alla Agenzia, con compiti di supporto alle attività di documentazione, ricerca ed informazione. L’incaricata era tenuta ad assicurare la presentazione mensile di una relazione sulla attività svolta nel corso del rapporto quale condizione per l’erogazione del compenso pattuito. La collaborazione aveva termine, di diritto, alla scadenza del 31.12.2005 senza obbligo di preavviso.
1. La Corradetti non ha presentato regolarmente le relazioni sull’attività svolta. Con lettera del 27.09.2005, il direttore generale pro-tempore della Agenzia l’ha diffidata ad adempiere agli impegni assunti con il contratto. Alla diffida, l’interessata ha risposto con lettera del proprio legale, del 29.09.2005, evidenziando di aver regolarmente e diligentemente assicurato la propria presenza lavorativa presso la sede del Centro regionale, secondo le esigenze e con le modalità indicate dal responsabile del Centro stesso e di aver già consegnato le relazioni mensili relative al periodo ottobre 2004 – febbraio 2005. Con la missiva in parola, sono state inviate le relazioni relative ai mesi Marzo - Settembre 2005, con la specificazione che la presentazione di detti documenti non doveva avere cadenza mensile, come chiarito dal personale dell’Agenzia.
1. In data 31.12.2005, il rapporto ha avuto termine come previsto nel contratto. L’Agenzia non ha ritenuto di poter procedere alla rinnovazione del contratto, nonostante che l’interessata avesse inoltrato apposita domanda in data 06.01.2006. La mancata rinnovazione ha riguardato altri dieci contratti oltre quello della Corradetti.
Considerazione comuni a tutte le interrogazioni
1. L’accertamento della situazione è stato condotto sulla base degli atti inviati dall’Agenzia. Da nessuno dei documenti in questione, si rileva che quanto riferito dalla Corradetti si sia effettivamente verificato. Risulta semmai il contrario, atteso che il legale della interessata, con la lettera già ricordata, ha asserito che ella ha regolarmente e diligentemente assicurato la propria presenza al Centro presso l’Agenzia per tutta la durata del rapporto di collaborazione, consegnando le relazioni prescritte. Proprio in virtù di tale asserzione l’interessata ha percepito il compenso pattuito nel contratto.
2. Non si è in grado di accertare il grado di attendibilità di quanto affermato dalla Corradetti agli organi televisivi e di stampa. Tali dichiarazioni risultano infatti diametralmente contrarie a quanto da lei categoricamente affermato per iscritto nel mese di settembre 2005, al fine di ottenere la corresponsione della retribuzione. Come si è già detto, la mancata rinnovazione del rapporto non ha coinvolto solo la Corradetti.
3. Com’è noto l’Assessore regionale del tempo non è stato candidato alle elezioni regionali del 2005. Lo stesso ex assessore ha pubblicamente smentito le affermazioni della Corradetti, sporgendo querela nei confronti suoi e del conduttore della trasmissione televisiva.
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CONCLUSIONI
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A. Sulla interrogazione dei consiglieri Romagnoli e Castelli
1. Dagli atti, risulta che la Corradetti ha regolarmente svolto gli incarichi presso l’ARS e che ha percepito regolarmente il corrispettivo contrattuale.
2. Le dichiarazioni rilasciate, a due anni di distanza, dall’interessata sono state pubblicamente smentite dall’allora assessore regionale anche mediante iniziative in sede penale.
3. L’amministrazione non ha compiti o poteri inquisitori né può assumerli essendo questi attribuiti dalla legge all’autorità giudiziaria. Quest’ultima risulta essersi attivata; all’esito delle indagini la Regione potrà intraprendere tutte le eventuali iniziative possibili per la propria tutela quale istituzione pubblica.
B. Sulla interrogazione del consigliere Brandoni
1. Dagli atti della amministrazione risultano circostanze del tutto diverse da quelle riferite a due anni di distanza dalla Corradetti. La Regione non dispone di un potere di indagine munito della efficacia tipica riservata all’Autorità Giudiziaria.
2. Risulta che la Procura della Repubblica si sia attivata; è perciò necessario che l’amministrazione, secondo le regole dell’ordinamento giuridico, resti in attesa degli esiti delle indagini dirette ad acclarare la veridicità di quanto asserito dalla Corradetti e ad enucleare eventuali responsabilità. Soltanto allora sarà possibile valutare quali azioni debbano essere poste in essere a tutela della istituzione regionale. Infatti nella vicenda appaiono aver subito un danno l’Agenzia Regionale e la Regione Marche, attraverso l’erogazione di una remunerazione per prestazioni lavorative che la Corradetti, a distanza di due anni, smentendo se stessa ed il suo legale, afferma di non aver svolto".
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Interessante, infine, notare il clima che si è venuto a creare intorno alla decisione della Giunta di svolgere i lavori in aula in seduta segreta. Riporto sotto due articoli apparsi rispettivamente sul Resto del Carlino 26.06.2008 e sul Corriere Adriatico il giorno 27.06.07:
"Clima rovente, Binci esce dall’aula e la Cdl chiede una commissione d’inchiesta
Denuncia tv, alla Regione “non risulta”
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ANCONA - Seduta a porte chiuse per il caso della Co.co.co tradita dalla politica. Ieri il consiglio regionale ha sbarrato gli ingressi e oscurato i video per discutere lontano da orecchie indiscrete su quanto denunciato da Cristina Corradetti alla trasmissione di Michele Santoro Anno Zero. Ex dipendente precaria della Regione, era stata impropriamente destinata dall’allora assessore Ds Marcello Secchiaroli, poi non più ricandidato, ad attività legate alla campagna elettorale. Sul fatto si è già attivata la procura della Repubblica. Spetterà dunque alla magistratura verificare la veridicità di quanto affermato e individuare eventuali responsabilità. Non certo all’amministrazione, spiega l’assessore al Personale Giaccaglia svolgendo le comunicazioni, che “non ha compiti o poteri inquisitori nè può assumerli”. Peraltro, aggiunge Giaccaglia, non risulta che quanto riferito dalla collaboratrice “si sia effettivamente verificato”. Lo stesso ex assessore Secchiaroli ha pubblicamente smentito le affermazioni della Corradetti sporgendo querela nei confronti suoi e del conduttore della trasmissione. Ma, in caso contrario, potrebbe apparire aver subito un danno l’Ars e la Regione Marche “attraverso l’erogazione di una remunerazione per prestazioni lavorative che la Corradetti afferma di non aver svolto”. Tutto chiaro? Non proprio. A prescindere dall’esito delle indagini della magistratura l’opposizione si dichiara pronta a chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta amministrativa. Secondo il consigliere An Guido Castelli, che insieme alla collega Franca Romagnoli ha presentato un’interrogazione, quanto successo “è solo la punta di un iceberg”. Parla di “reclutamento facile”, di “decine di consulenti, precari, Co.co.co” su cui ci sarebbe da indagare “per modalità d’ingresso” e mansioni a cui sono stati chiamati a svolgere. Una situazione delicata. Perchè se “quel grado di fiduciarietà tra precario e politico è incontrollato” ecco che scatta la “sindrome Corradetti”. Ovvero il consenso a svolgere lavoro improprio per paura di perdere il posto. Secondo la Romagnoli sono però “tante le concomitanze da accertare”. Nelle pieghe del caso-Corradetti più aspetti da chiarire. Come la ripresa del lavoro “proprio e specifico del gruppo del centro documentazione dell’Agenzia regionale sanitaria il 15 marzo, e cioè - sottolinea la consigliera di An - a candidature regionali ormai definite”. O ancora “la caduta in disgrazia della Corradetti risalente proprio a quel periodo, dopo encomi e pubblicazioni della stessa anche nei famigerati “Quaderni Salute”, oggetto presunto delle spedizioni” che, stando a quanto sostiene la ex Co. co. co., sarebbero state fatte a fini elettoralistici. Insomma, un clima surriscaldato. Con il capogruppo Udc Viventi che punta il dito sullo “spreco di risorse”, dovuto all’assunzione di “precari in regime di esuberi” e per di più “in un servizio inutile come è l’Ars”. E con il capogruppo dei Verdi Binci che esce dall’aula in segno di protesta. Insieme al collega di An Pistarelli aveva chiesto che almeno le comunicazioni della giunta avvenissero in seduta palese. Richieste non accolte. E allora via dall’aula per mettersi, ha spiegato, “nelle stesse condizioni degli altri cittadini”. (pb)
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Ancona - DOPO LA DENUNCIA DA SANTORO
Caso Corradeti-Secchiaroli, c'è chi chiede la commisione d'inchiesta
La richiesta nelle interrogazioni presentate da Franca Romagnoli e Guido Castelli di Alleanza nazionale
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Ancona, 26 giugno 2007 - Come previsto dall'ordine del giorno, nel corso dell'odierna seduta a porte chiuse della giunta consiliare regionale sulla questione Corradetti-Secchiaroli, i due consiglieri di An Franca Romagnoli e Guido Castelli hanno presentato ognuno una specifica interrogazione al riguardo, ipotizzando l'opportunità di istituire in merito alla vicenda una commissione regionale di inchiesta amministrativa, a prescindere dal futuro esito delle indagini condotte dalla magistratura. Tuttavia nessuna decisione è stata presa relativamente a tale ipotesi, su cui per altro, hanno comunicato capigruppo di FI Franco Capponi e dell'Udc Luigi Viventi, la Cdl rifletterà ulteriormente. L'orientamento che infatti pare prevalere per ora nel centro destra è piuttosto quello di chiedere l'istituzione di una commissione non totalmente incentrata sul caso Corradetti, ma che, partendo dalla vicenda denunciata dalla donna, prenda in esame tutta la partita dei criteri e dell'affidamento dei contratti di collaborazione da parte della Regione. Il capogruppo del Prc Giuliano Brandoni, anche lui firmatario di un'interrogazione sul caso, non ha ritenuto di dover intervenire. Un ultima nota. Prima che la seduta a porte chiuse avesse inizio, il capogruppo dei Verdi Massimo Binci e il capogruppo di An Fabio Pistarelli avevano chiesto di consentire in seduta palese almeno le comunicazioni della giunta; richiesta rifiutata. Pertanto Binci, in segno di protesta, è uscito dall'aula per mettersi - ha detto - ''nelle stesse condizioni degli altri cittadini''.

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