Nell’ottobre 2004 riesco ad ottenere presso la Regione Marche, nel settore delle Politiche Sociali, un contratto di 2 anni da co.co.co. per le politiche dell'infanzia e dell'adolescenza (lavoravo precisamente all'interno del Centro di Documentazione e Analisi per le politiche dell'infanzia, dell'adolescenza e i giovani – ARS, Regione Marche) occupandomi di ricerca sociale in quel settore. Tutto ha inizio con le regionali dell’aprile 2005 che vedeva le Marche impegnate con le elezioni, e ha visto anche noi, miseri collaboratori, impegnati a fare campagna elettorale per il nostro assessore uscente alle Politiche Sociali, Marcello Secchiaroli (Ds), che sperava di essere rieletto per la terza volta. Fare campagna elettorale significava fare pacchi, migliaia di fotocopie, imbustare lettere, fare telefonate e tutto questo per almeno due mesi.
La giornata tipo per tutti i giorni dei mesi di Gennaio e Febbraio si svolgeva secondo uno schema fisso e preciso:
La giornata tipo per tutti i giorni dei mesi di Gennaio e Febbraio si svolgeva secondo uno schema fisso e preciso:
- Prima mezz’ora, quaranta minuti di confronto con il Coordinatore nell’ufficio del Centro (ARS), e analisi sulle difficoltà in cui si trovava l’Assessore Secchiaroli che rischiava di non ottenere l’Autorizzazione dal partito dei Ds per riuscire a candidarsi una terza volta alle regionali del 2005.
- Terminato il “confronto politico”, insieme alla collega e per l’intera mattinata facevo fotocopie, imbustavo libri (denominati “Quaderni di salute Marche”), attaccavo le etichette dei destinatari (prestampate e fornite dall’informatico del Centro) e preparavo scatoloni che poi appoggiavo sui carrelli da spingere fino all’ascensore del piano dell’Ufficio del Centro. Qualcun altro avrebbe pensato poi a far uscire tali pacchi dalla Regione e alla spedizione degli stessi dalle Poste. I pacchi che preparavo contenevano pubblicazioni relative all’attività svolta dall’Assessorato Politiche Sociali nei 5 anni di legislatura.
- Dopo pochi giorni dall’inizio dell’attività di “imbustamento libri e di pacchi” (gennaio 2005), fui convocata con la mia collega nella segreteria dell’Assessore Secchiaroli, negli uffici dell’Assessorato Politiche Sociali (un altro palazzo regionale). In quell’occasione fui messa al corrente della creazione di un comitato di appoggio del terzo settore, privati cittadini e mondo dell’associazionismo, affinchè tale comitato, grazie ad una sostanziosa raccolta di firme da apporre all’interno del documento “Lettera Aperta sulla continuità delle politiche del Welfare nella Regione Marche” (ideata in accordo con Don Vinicio Albanesi, promotore dell’appello, nonché primo firmatario), potesse intervenire nel partito dei Ds e avere voce nel rimuovere l’ostacolo al divieto del terzo mandato, che il partito opponeva. Per far sì che questa macchina andasse più veloce, fui invitata a fare delle telefonate alle associazioni (per le quali mi veniva fornito un elenco dalla segretaria con i numeri di telefono da contattare, da restituire a fine giornata) in cui dovevo chiedere, rimanendo molto vaga, l’adesione all’appello di Don Vinicio che sarebbe scaduto dopo pochi giorni (il 18 gennaio 2005). Tutte le operazioni delle telefonate venivano portate avanti negli uffici dell’Assessorato Politiche Sociali, quelle dei pacchi nell'ufficio del Centro Documentazione ARS.

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